09 luglio 2013

Il paese delle spose infelici - Pippo Mezzapesa

L'esordio nel lungometraggio di Pippo Mezzapesa, del quale conoscevo solo il bel corto Come a Cassano del 2006, è un film che sembra non voler osare pur avendo tutte le carte in regola per farlo.

Il giovane regista pugliese mostra capacità tecnica, difatti la pellicola è visivamente bella e riesce a riproporre l'atmosfera primi anni '90 della zona del tarantino... fidatevi, su questo punto di vista è stato una specie di tuffo nel passato per me, avendo girato parecchio in quegli stessi luoghi, o comunque a pochi km di distanza, e in quello stesso periodo. Bravi sono anche i ragazzi della Cosmica, squadretta di calcio che unisce i nostri protagonisti (anche loro archetipi della mia infanzia), così come la bella Aylin Prandi (già vista in Qualche nuvola), sposa infelice e sogno d'amore.

Però Il paese delle spose infelici presenta una piccola leggera (ma decisiva) pecca, ovvero non permette allo spettatore di prendere a cuore la vicenda narrata restando fin troppo distaccato. È come se il film non voglia permettere mai di far fuoriuscire quelle pulsioni viscerali che dettano le amicizie e le ambiguità sessuali. In pratica è presente e costante un distacco che non lascia intaccare l'emotività dello spettatore.

Stavolta è andata così, ma non dispero perché sento che nel futuro verrò ricompensato da Mezzapesa.

IMDb 

1 commento:

  1. Una terronata senza capo né coda imho.

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