06 luglio 2013

Vallanzasca - Gli angeli del male - Michele Placido

Il bel Renè è uno dei personaggi più controversi della recente storia criminale italiana tanto che all'uscita del film la schiera di polemiche non mancò di farsi sentire.

Una volta uscito le polemiche si placarono perché difatti nella pellicola non viene dato nessun giudizio all'opera di Vallanzasca, non vengono date giustificazioni e non viene esaltata in nessun modo la sua figura. Placido e Rossi Stuart si elevano a super partes e si limitano al solo racconto (ovviamente romanzato) del famoso rapinatore. Un punto, questo del super partes, che seppure giustamente evita di spaccare in due l'opinione etica degli spettatori, pone dei limiti al racconto, il quale risulta come una sola esposizione degli eventi.
Molto buona è la caratterizzazione del protagonista ad opera di Kim Rossi Stuart, che ci rimanda quello che era il suo stile, la sua arroganza la sua voglia di essere un qualcuno. E sebbene l'attore sia anche in grado di reggere tutta la pellicola attorno a sé, la carenza di personaggi secondari forti si sente eccome. Questi ultimi vengono solo descritti blandamente e risultano poco spiegati nonché poco caratterizzati e l'unico capace di avere un minimo profondità è il solo personaggi di Enzo interpretato da Timi, che è tale solo grazie alla bravura dell'attore.

La regia di Placido non è male e fa quel che può anche se, visivamente, si perde un po' il contorno metropolitano dell'epoca (la Milano di Vallanzasca) che viene per lo più celata... che poi è la stessa cosa che accadeva alla Roma di Romanzo Criminale.

Vallanzasca è un che si può considerare generalmente buono, anche se la preponderanza del suo protagonista tende a squilibrarlo nel racconto.

IMDb 

8 commenti:

  1. Nel complesso non mi era dispiaciuto, anche se Kim Rossi Stuart - per quanto bravo - che parla con un improbabile cadenza milanese era poco credibile... :)

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    1. da profano mi era sembrato che l'accento non fosse poi così male

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  2. Le polemiche furono create ad arte all'epoca per lanciare il film (lo vidi alla Mostra di Venezia e non si parlava d'altro). Poi, come dici giustamente, si persero in un bicchier d'acqua.
    Comunque a me è piaciuto: un solidissimo film di genere, senza pretese autoriali e senza strumentalizzazioni politiche: cinema d'azione puro come negli anni '70 (i tempi della 'Milano trema'). Un cinema che in Italia, purtroppo, nessuno fa più.

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    1. dici che le polemiche furono fatte apposta? io mi ricordo un placido imbufalito al festival di venezia...
      comunque sì nel complesso è un film abbastanza solido, ma non ci ho visto quel coraggio che era presente nei film anni '70. all'epoca sbattevano le cose in faccia senza fregarsene più di tanto se si andava ad urtare qualche animo.

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  3. Non mi prese quando all'epoca lo vidi. Non male però, comunque cinema di genere italiano...

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    1. ecco diciamo che siamo più o meno sulla stessa lunghezza, nel senso che è fatto bene e tutto ma gli manca di una vera personalità che ti coinvolge.

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  4. Concordo con Kelvin: un film di genere ben realizzato e creato sulla scia di Romanzo criminale.
    Da milanese, comunque, posso dire che Rossi Stuart fece un lavoro notevole sull'accento.

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    1. lo dicevo io che non era male l'accento di kim rossi stuart :)

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