30 settembre 2013

La notte del giudizio - James DeMonaco

the purge
Per accettare la visione de La notte del giudizio - e per non confonderlo con la vera Notte del giudizio, lo chiamerò con il titolo originale The Purge - tocca per prima cosa fare i conti con l'idea cardine che regge la pellicola, ovvero che in un prossimo futuro, una volta all'anno, per 12 ore filate, tutti i crimini sono accettati e chiunque ha il permesso di fare come gli pare... ammazzare, stuprare, rapinare ecc. Per quanto questa sia poco plausibile e per quanto sia un'idea veramente del cazzo, debbo ammettere che se la si accetta un pelo di inquietudine riesce a metterla. Ma giusto un pelo.

Di base quello che ci troviamo di fronte è un classico home invasion, cioè un horror dove dei tizi chiusi all'interno di un luogo sono costretti a fronteggiare altri tizi che vogliono entrare nel suddetto luogo. I motivi di tale attacco è come di regola molto pretestuoso e, in questo caso, si basa tutto sulla totale idiozia dei due ragazzini protagonisti. Ogni tanto entrano in gioco la questione morale, l'etica, la classica domanda "chi sono i veri mostri?" così come i volta faccia. Tutte queste cosucce sono ovviamente intervallate da accettate e sparatorie e tutti i nessi e connessi che tale tipo di storia richiede... c'è persino una discreta scena di tortura.

La morale è che se hai tirato su due figli imbecilli, che spalancano le porte alla morte, tu e loro meritate di morire male.

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29 settembre 2013

Cose Serial - Broadchurch


Avete presente quanto detto per The Killing? Ecco, in linea di massima per Broadchurch tocca fare una leggera traslazione di quanto già detto considerando che le affinità con Twin Peaks aumentano leggermente... oltre al minorenne assassinato (questa volta un ragazzino) abbiamo una piccola comunità e un detective esterno. 

broadchurch

Perché vedere Broadchurch
Per tre semplici motivi: 1) il protagonista è David Tennant; 2) è very British; 3) è una figata.

broadchurch

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28 settembre 2013

Studio illegale - Umberto Riccioni Carteni

studio illegale
Perché credo che Studio illegale si debba considerare come un film sia utile sia inutile?

L'inutilità del film è dato da quelli che sono i risultati cinematografici della pellicola. Studio illegale è tratto da un romanzo del blogger Federico Baccono (in arte Duchesne) che, premettendo di non aver avuto il piacere di leggerlo, sembra essere un ironico attacco all'ambiente professionale frequentato dall'autore. Insomma un corrispondente italiano, sempre considerando le dovute distanze, di quel che fece nel campo pubblicitario Beigbeder con il suo Lire 26.900. Ma tutto ciò, tutte queste simpatiche intenzioni che presumo fossero presenti nel blog prima e nel romanzo poi, all'interno della sua trasposizione in immagini in movimento se ne ha una traccia alquanto blanda, presto annullata a favore di una più consona commediuola romantica. La vuotezza umana in cui si ritrova l'avvocato Campi non è indagata più di tanto, limitandosi a siparietti semi simpatici, e ben presto la noia prende il sopravvento così come la banalità. Anche i protagonisti non aiutano di certo, ad esempio il buon Fabio Volo, nonostante un phisique du role in linea con la parte, non riesce a dare alcuno spessore né a far vedere il famigerato cambio di rotta intrapreso dal suo personaggio... e no, le faccine tristi non bastano!

Ma passiamo invece all'utilità della pellicola.
Un film come Studio illegale ha un'utilità invece sotto il profilo di quella che dovrebbe essere l'economia dell'industria cinema in Italia. Ovvero rappresenta il classico "film medio" che fa soldi senza pretese, crea lavoro e permette la realizzazioni di pellicole di respiro più importante. Messo su questo piano, la riuscita effettiva di questi intenti - il film medio che incassa - poco mi interessa, quel che mi interessa è che questi benedetti intenti vengano tenuti bene in considerazione e che si continui a percorrere la strada. In Italia questi "film medi" stanno prendendo timidamente piede (la Cattleya è da qualche anno che porta avanti questo discorso) e il mio augurio è che la tendenza continui con la speranza, un giorno, di arrivare ad avere un aumento di qualità e a vedere film medi italiani di un genere diverso dalla commedia.

In conclusione (i caratteri battuti aumentano pericolosamente e tocca chiudere) Studio illegale come film è quel che è, ma approvo appieno la strada del film medio esportabile...  se in più ci si accorgesse dell'esistenza, non dico dell'horror, ma quantomeno del thriller non potrei che esserne felice.

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27 settembre 2013

Photo - Inge Morat


Inge Morat
A Llama in Time Square
1957, New York

Clear History - Greg Mottola

Seppur sia diretto da Greg Mottola questo è un film in tutto e per tutto di Larry David, istrionico commediante americano noto qui da noi più che altro per il film di Allen Basta che funzioni e per la serie Curb your enthusiasm.

Molta critica (ovviamente americana) ha accusato il film di essere nient'altro che una puntata allungata e piena di star del già citato serial e persino i fan dell'attore hanno storto il naso perché (sempre da quanto dicono) pare che David abbia perso un po' di smalto. Da parte mia, che non sono né critico né tanto meno americano e ancor meno fan della serie, ho assaporato la comicità della pellicola nella più totale ignoranza. Il che, se da una parte mi mette nella posizione di non comprendere forse appieno la comicità e quanto fatto in precedenza da David dall'altra mi pone nella condizione di poter usufruire della sua irriverenza nella più totale libertà.

Clear History rappresenta proprio quella comicità che più mi piace, David è talmente bravo nell'arte del disagio e nel mettersi in paradossali situazioni -  tutte, per lo più, dialettiche - che in più di un'occasione ho rischiato di rotolare letteralmente per terra. Nel vedere il film ovviamente la mente mi è andata ancora una volta ad Allen e la parata di personaggi in effetti ricorda non poco quelle stesse modalità. Detto questo non mi stupirebbe, sempre pensando al vecchio Woody, amato alla follia e odiato con lo stesso sentimento, che molti potrebbero invece innervosirsi.

Io lo consiglio, ma il rischio c'è!

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26 settembre 2013

Redemption - Steven Knight

Redemption
Sinceramente mi aspettavo molto di più da questo Redemption, al secolo Humminbird.

Un po' perché un film con Jason Statham per postulato è bello e un po' perché è scritto e diretto da uno che ha buttato giù la sceneggiatura di un film chiamato La promessa dell'assassino.

La cosa più straniante della pellicola, che mi ha lasciato veramente di stucco, è che sia proprio la sceneggiatura ad essere il punto dolente perché, pur ammettendo come plausibile che un soldato britannico riesca a disertare dall'Afghanistan e ritornare a Londra come barbone, non posso proprio abbozzare di fronte a tutte le incredibili coincidenze/botte di culo che vanno in soccorso del nostro eroe... senza menzionare alla "love story" con una suora, ovviamente dal passato oscuro.

Io con Jason - che in questo caso recita - ho sempre chiuso un occhio ad assurdità e tripli-salti mortali di sceneggiatura, ma stavolta considerando la firma e, diciamolo, le poche scene di mazzate debbo dire, mio rammarico, che proprio no. 

Mr. Knight avrei un piccolo consiglio: con Statham meno introspezione e più pugni
Lo sanno pure i bambini.

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25 settembre 2013

Hard Boiled - John Woo


Give a guy a gun, he thinks he's Superman. Give him two and he thinks he's God. 

Prima di partire alla conquista di Hollywood, John Woo diresse l'ultimo suo magnifico action hongkonghese.

Hard BoiledAssieme agli altri mitici The Killer e A Better TomorrowHard Boiled segna la punta più alta dell'opera del regista, una pellicola stilosa, con un ritmo al cardiopalma, dove i proiettili volano come se non ci fosse un domani e il fido Chow Yun-Fat, all'apice massima della sua carriera, è in una tale forma da bucare letteralmente lo schermo.

Le scene d'azione sono esplosive, irrefrenabili, oserei dire addirittura oltraggiose per la loro bellezza stilistica. Woo mette in campo tutta la sua maestria e la sua sapienza per orchestrarle e basti vedere il famoso assalto all'ospedale per capire bene quello che sto cercando di dirvi... va, ve lo faccio vedere



Hard Boiled rientra senza senza dubbio nell'olimpo degli action, un film per certi versi rivoluzionario, dove la concezione tipicamente americana di sbirri buoni e cattivi viene annullata e dove a parlare c'è solo il piombo. 

Se amate l'action e non avete mai visto Hard Boiled sappiate che non avete le carte in regola per definirvi tali. Io ve l'ho detto, ora sta a voi scegliere se farvi o meno questo viaggio sulle montagne russe.

24 settembre 2013

George Washington - David Gordon Green

george washington
Nel 2000 l'allora giovane regista David Gordon Green salì alla ribalta del cinema indipendente americano con questo George Washington, da lui scritto, diretto e prodotto.

Sebbene Green oggi sia noto più per i suoi film cazzaroni (Strafumati, Spaventapassere, Sua Maestà e la serie Eastbound & Down), i suoi primi passi furono all'insegna dell'autorialismo, del lirismo e della poetica. George Washington ci mostra, attraverso la voce narrante della 12enne Nasia, uno scorcio della vita di un gruppo di ragazzini del North Carolina con un'attenzione particolare per quella di George,  ragazzino costretto a tenere sempre all'asciutto e al sicuro con un casco il suo fragile cranio.

Il mondo che circonda i giovani protagonisti sembra un mondo parallelo, abbandonato dall'uomo e da Dio. Qui nulla accade se non tragici incidenti, sia grandi che piccoli sembrano destinati a dover fare solo discorsi senza futuro e a dover passare la loro vita tra i rottami, prima per gioco e poi per lavoro.

La macchina da presa di Green si limita più che altro a scrutare, senza mai giudicare e con molta modestia, questo mondo splendidamente fotografato da Tim Orr con i suoi avvolgenti colori caldi.

Cercate di recuperarlo, è davvero molto bello!

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23 settembre 2013

Rush - Ron Howard

rush
Non sono un appassionato di Formula 1, in vita mia ho visto pochi gran premi e quasi tutti in modo indiretto... ovvero mi trovavo nei paraggi mentre qualcuno li stava vedendo. Però ricordo vividamente l'incidente di Senna a Imola (come ho già detto in passato) e qualche altro episodio legato a Schumacher.
È in questo stato di quasi assoluta ignoranza che sono andato a vedere Rush...  dico quasi perché almeno la pole position so cos'è!

Non saprei dire quanta reale rivalità ci fosse tra i due piloti, credo che la mano drammaturgica abbia calcato un po' la mano e che Morgan l'abbia portata fino al massimo possibile per creare una sorta di mitologia, cosa che ai fini del racconto è anche accettabile soprattutto considerando gli intenti rievocativi di un periodo irripetibile. Howard da parte sua si concentra molto sulle due distinte personalità di Hunt e Lauda, sulla loro vita privata e sul loro differente modo di affrontare la vita, la morte e quindi le corse. La Formula 1, le gare e tutto ciò che vi è dietro sono però relegate a mero sfondo. Uno sfondo che, per carità, è molto ben fatto, ricostruito alla perfezione e quant'altro ma resta pur sempre tale, ovvero un contorno.

Pochi (o comunque molto meno di quanto mi aspettassi) sono i minuti donati all'azione, con i rischi e le pericolosità della corsa che restano, in linea di massima, quasi sempre verbali. Se ne parla tanto ma quel che si vede e percepisce è un po' poco. Detto ciò, per quanto Rush sia indubbiamente un bel film che si fa seguire molto volentieri, abbia ottimi attori (Brühl su tutti) e una fotografia perfetta e tutti i nessi e connessi, è emozionalmente carente. Quel che gli manca, a mio avviso, è l'entusiasmo, la passione e l'amore verso questo sport.

Rush è un film con una confezione impeccabile ma è, al tempo stesso, fin troppo didascalico e freddo.

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22 settembre 2013

Cose Serial - Eastbound & Down

Se vi piacciono i film stupidi tipo Hot Rod, Strafumati o uno qualunque con Will Ferrell (senza contare ovviamente Vero come la finzione) allora non potete non vedere Eastbound & Down. Se invece battute sessuali, razziali o che comunque prevedono un grado di ignoranza talmente basso da farvi vergognare, allora desistete. 

 Eastbound and Down

Protagonista assoluto, nonché co-autore assieme a Jody Hill (Observe and Report) e Ben Best (Sua Maestà), è Danny McBride. Tra i produttori invece figurano personaggi del calibro di Adam McKay, Will Ferrell (anche attore in qualche puntata) e David Gordon Green che ha diretto parecchi episodi. In più ci sono ospitate che vanno dalle semi lunghe a semplici apparizioni di: Michael Peña, Jason Sudeikis, Don Johnson, Lily Tomlin, Adam Scott, Matthew McConaughey e Seth Rogen.
Vi Basta?

Kenny Fucking Powers

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21 settembre 2013

Bill Murray Day - Palla da golf


Non è un caso che abbia scelto proprio Palla da golf per celebrare la mirabolante, anche se talvolta con scelte discutibili, carriera di Murray.

Palla da golf, primo film diretto dall'amico Harold Ramis, si inserisce in un periodo particolare dell'attore. Tra la fine degli anni '70 e il 1980 Murray era già abbastanza famoso come comico tv del Saturday Night Live, ma è proprio grazie ai suoi brevi sketch in Palla da golf che il suo estro, la sua mimica, le sue surreali battute diventano il marchio di fabbrica della sua ascesa nella commedia americana - almeno quella che riguarda la prima parte della sua carriera cinematografica.

Murray in Palla da golf non è il protagonista poiché lui, assieme a Chevy Chase (già collega/nemico del Saturday Night) e Rodney Dangerfield, è "solo" una special guest comica che con le sue scenette rende più divertente un racconto in linea di massima fiacco. Perché diciamolo, Palla da golf, nonostante oggi sia considerato un cult, risulta invecchiato parecchio male e le risate sono veramente centellinate... per non dire che si limitano a sole due scene, quella assurda e priva di ogni logica tra Chase e Murray (l'unico momento del film con i due attori insieme) e quella che vede Murray intento a colpire fiori con una mazza da golf (leggenda vuole che sia stata tutta improvvisata, con l'attore lasciato libero di dire e fare).

Palla da golf è più che altro un pellicola che prende importanza per essere stato il vero trampolino di lancio di tre carriere (Murray, Chase e Ramis) che di lì a poco sarebbero letteralmente esplose. Da un punto di vista comico-cinematografico invece, a parte quanto già detto, c'è ben poco da menzionare.


Non perdetevi gli altri post celebrativi cliccando con decisione sui link qui sotto... vi assicuro che non ve ne pentirete.

Aloha Los Pescadores
Cooking Movies
Director's Cult
Ho voglia di cinema
In Central Perk
Montecristo
Pensieri Cannibali
Recensioni ribelli
Scrivenny 2.0
White Russian

E buon Bill Murray Day a tutti!

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20 settembre 2013

Photo - Luigi Bussolati


Luigi Bussolati
Consorzio del Prosciutto di Parma

Lone Wolf and Cub Saga

Conosciuto anche con il titolo internazionale di Lone Wolf and Cub, la saga racconta del viaggio nel Meifumado, cioè la via dell'inferno, di Itto Ogami e del suo figlioletto Daigoro.

L'intera saga, che conta 6 film (ma esiste anche un settimo che pare evitabile perché un bignami dei primi due), è tratta da un'importantissimo manga (anche qui tocca fidarsi di quanto si legge in rete, non essendo esperto in manga) e ha dato vita anche a una serie televisiva. 

Il viaggio di Itto Ogami, vittima di uno sgarro dove ha perso tutto, è costellato da intensi e brutali duelli. La violenza nel film è uno degli elementi centrali delle pellicole, questa è cattivissima e non si risparmia in geyser e arti amputati e quant'altro, ma non è mai fine a se stessa, essendo sempre molto stilizzata, giustificata e pregna di drammaticità. Itto Ogami è un personaggio molto ambiguo, nobile di cuore, ligio nel seguire pedissequamente il suo codice d'onore ma costretto a combattere perché deve farlo, perché è questa la sua natura. Figura imperturbabile e potentissima, interpretato splendidamente da Tomisaburo Wakayama, è capace anche di gesti di infinita bontà e tenerezza con il figlio Daigoro il quale a sua volta diventa protagonista di alcune delle sequenze più belle di tutta la saga.


La visione di sei film è certamente un impegno non indifferente, ma chi dovesse decidere di cimentarsi sono certo che ne rimarrà molto affascinato.

Tra i più bei Chambara (ovvero i cappa e spada ovvero i Samurai Movie) mai visti.

Lone Wolf and Cub: Sword of Vengeance (1972)
Lone Wolf and Cub: Baby Cart and the River Styx (1972)
Lone Wolf and Cub: Baby Cart to Hades (1972)
Lone Wolf and Cub: Baby Cart in Peril (1972)
Lone Wolf and Cub: Baby Cart in the Land of Demons (1973)
Lone Wolf and Cub: White Heaven and Hell (1974)

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19 settembre 2013

Tante cose


Come ogni anno (dall'anno scorso) il 19 settembre è un giorno speciale. In questo stesso giorno di 3 anni fa venne alla luce il vostro blog preferito (che è il Cinema Spiccio) il quale da oggi si può ufficialmente definire "ometto".

Ma prima che vi agitiate, strappiate i capelli e/o corriate euforici per strada vi debbo annunciare che oggi le celebrazioni non si limitano solo a questo - che già di suo... cioè... 3 anni! - ma si festeggia anche il millesimo post pubblicato (che non è questo ma quello di ieri).

Siccome tocca festeggiare (vi pare che non festeggio questo doppio avvenimento?) io lo vorrei fare proponendo un giochino tanto carino che ho beatamente rubato dai colleghi anglofoni.

Ignoro chi l'abbia ideato ma funziona così:
il gioco consiste nel decretare qual è il Miglior Film anno per anno, da quello di nascita (si intende di chi scrive, quindi nel mio caso parto dal 1984) fino al 2012.
Semplice? Provateci e poi mi dite... io per scegliere quello del 1994 ho avuto una crisi esistenziale.

I Film di una vita



Non dimenticate di segnalarmi il link nei commenti (dico sul serio, ditemelo!) e sappiate che potete usare il suddetto spazio nel caso non abbiate blog o altri posti dove mettere la vostra lista oppure nel caso non abbiate voglia di scrivere un post apposito.