31 ottobre 2013

Grano rosso sangue - Fritz Kiersch


Malachai! He wants you too, Malachai. He wants you too!

Tratto da un racconto di Stephen King, Grano rosso sangue oggi è considerato un piccolo cult dell'horror americano anni '80.

Grano rosso sangue
Una pellicola che, a dir la verità, non ha poi tutte queste grandi qualità ma che, come spesso accade, è assunta a cotanto status probabilmente perché rimasta nel cuore di chi ne fu terrorizzato da piccino. A me personalmente il terrore arrivò una mattina d'estate dei primi anni '90 quando il cugino più grande, nostro custode mattutino, decise che il giorno perfetto per vedere Grano rosso sangue era giunto. Salì in sella al suo Benelli, andò di gran carriera a noleggiare la Vhs, lasciando noi un po' più piccoli alla mercé di noi stessi, e al suo ritorno creò involontariamente un trauma, un ricordo e un cult movie... durante quella stessa estate fece lo stesso con La bambola assassina, Warlock, un Venerdì 13 (ma non ricordo quale, se il 7 e l'8) e pure una paio di porno.

L'idea del film è tutt'ora affascinante, la scena del massacro iniziale ancora si difende molto bene ed è ancora abbastanza inquietante, del cast non sono male Linda Hamilton e l'allora giovane John Franklin, nella parte dello stronzetto con quella faccetta perfida che ti fa venire tanta voglia di chiuderla ripetutamente nello sportello della macchina. Tutto il resto ahimè risulta invecchiato un po' maluccio.

Grano rosso sangue si aggiudica lo status di Mitico in onore di quell'estate, di quei traumi primordiali (amplificati di sera da Italia 1) e di quello Vhs osé.

Grano rosso sangue


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30 ottobre 2013

Return to Nuke 'Em High Volume 1 - Lloyd Kaufman

Giudicare un film Troma in modo serio non è una cosa giusta. 
Non che la grande casa di produzione non debba essere presa sul serio, ci mancherebbe, ma perché se si sceglie di vedere un film targato Troma si sa già a cosa si va incontro, si sa già che sarà trash, di dubbia fattura, pieno di battute volgari, con splattate esagerate e tette.

Return to Nuke 'Em High Volume 1 (a quanto dice Kaufman ci sarà anche un Volume 2, come hanno fatto con Kill Bill) è una rivisitazione dell'ormai classico Class of Nuke 'Em High che lo stesso Kaufman diresse con il socio Michael Herz nel lontano 1986 e quanto detto qualche rigo fa per descrivere il "film tipo" della Troma è grosso modo applicabile a questa ultima fatica. Però Lloyd nel presentarlo ha precisato che c'è anche un intento politico con attacchi mirati contro l'industria alimentare e messaggi per diritti dei gay. Cose effettivamente presenti ma che sinceramente passano in secondo piano, soprattutto quando per giustificare i diritti gay si assiste a una scena saffica (della roba che quella de Il Cigno Nero sembra presa dai Puffi).

Return of Nuke 'Em High è un Troma al 100%, totalmente insensato, talvolta esagerato ma a tratti geniale - tutti i cartelli che appaiono sono uno spasso. Forse la fin troppa qualità nell'immagine ai fan più strong potrebbe far storcere il naso, ma la mole di peti appioppati a chiunque respiri (compresa una papera) li distrarrà da questa "pecca".



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29 ottobre 2013

Black's Game - Óskar Thór Axelsson

blacks game
Black's Game (in originale Svartur á leik) è un gangster movie islandese scritto e diretto dal debuttante Óskar Thór Axelsson.

Ambientato alla fine del vecchio millennio, Black's Game è un film abbastanza cazzuto anche se stilisticamente derivato. Al suo interno vi sono tutta una serie di elementi post-Tarantino che gli conferiscono un aspetto molto anni '90 (roba come freez frames, salti temporali, slow e fast motion, split screen...) e deve inoltre pagare un pesante tributo anche al Pusher di Refn, il quale risulta accreditato come produttore esecutivo della pellicola. 
Un film che da una parte potrebbe sembrare fuori tempo massimo (di circa 13 anni) mentre dall'altra è stuzzicante, specialmente se si è fan di questo tipo di film e di questo genere di storie.

Buone e credibili le interpretazioni degli attori nonostante le caratterizzazioni dei personaggi risultino un pelo risicate e fino troppo ingabbiate, mentre molto interessante risulta lo scenario completamente ostile e isolato dell'Islanda.

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28 ottobre 2013

Drinking Buddies - Joe Swanberg

drinking buddies
Drinking Buddies è un film indie diretto da Joe Swanberg (il quale non conosco ma che sembra essere uno molto nell'underground del cinema americano) divenuto vero e proprio caso dell'estate cinematografica statunitense 2013. 

Girato con un budget molto ridotto - in rete gira voce che sia costato meno di un milione di dollari, che è veramente poco per gli standard americani - vanta al suo interno un cast di prim'ordine grazie alla presenza di Olivia Wilde, Jake Johnson, Anna Kendrick, Ron Livingston e brevi parti per Jason Sudeikis e il regista horror Ti West. Trattasi di una commedia romantica, molto ben fatta, che però ha la peculiarità di mostrarsi in maniera molto reale e plausibile che non si adagia tra le comode braccia delle tradizionali risoluzioni del genere. Per certi versi il suo mood mi ha ricordato un'altra pellicola indie, ovvero il bel Cyrus dei fratelli Duplass, con il quale condivide l'ottima recitazione donatagli dal cast.

Drinking Buddies è una pellicola davvero interessante, lontano dalla classica commedia romantica, che vi trasporterà all'interno delle sue relazioni in maniera quasi indiscreta, manco fossimo degli origliatori.

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27 ottobre 2013

Cose Serial - The Politician's Husband


Con The Politician's Husband entriamo nei meandri del potere britannico, tra Westminster (sede del Parlamento) e le mura domestiche della coppia d'oro della politica. Purtroppo vi entriamo per soli tre episodi, prodotti e mandati in onda dalla BBC, ma vi assicuro che sono tre episodi pieni zeppi di ogni bendidìo... narrativamente parlando, si intende.

The Politician's Husband

Mini serie di alta qualità con un biondo David Tennant e un'agguerrita Emily Watson.


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26 ottobre 2013

Il Deserto dei Tartari - Valerio Zurlini

il deserto dei tartari
Il Deserto dei Tartari, una mega co-coproduzione italo-franco-tedesca (di quelle che si facevano una volta), segna l'ultimo film del fin troppo dimenticato Valerio Zurlini

Tratto dall'omonimo romanzo di Dino Buzzati, quella de Il Deserto dei Tartari è una storia epica di vite sprecate. Una critica alla sterilità della vita militare e alla cieca obbedienza a rigidi, talvolta insensati, regolamenti nonché, sotto un'ottica ancora più grande, una parabola dell'inutilità dello sforzo umano. Un film costruito tutto intorno all'attesa, l'attesa logorante di un qualcosa bramato e che non arriverà mai.

Zurlini brucia lentamente la storia, forse proprio per farci entrare sempre più in empatia con l'angoscia costante degli ufficiali e della psicotica e costante vigilanza, indugiando spesso sull'orizzonte e sull'estetica (esercitazioni, cambi di guardia ecc.) della vita militare.

Una pellicola affascinante che, nonostante il suo procedere adagio, ti cattura e ti immerge all'interno degli splendidi scenari (la bellissima Arg-e-Bam) e delle intime sofferenze (represse sempre con estrema e severa dignità) degli ufficiali, carichi di una tensione che non troverà mai sfogo e che li porterà chi all'omicidio, chi al suicidio, chi alla malattia e chi alla follia dell'attesa.

Da menzionare l'eccezionale cast, anche in parti irrisorie, messo in campo da Zurlini: Jacques Perrin, Vittorio Gassman, Giuliano Gemma, Helmut Griem, Max Von Sidow, Philippe Noiret, Jean-Louis Trintignant, Fernando Rey e Francisco Rabal.

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25 ottobre 2013

Photos - Brassaï


Brassaï
Amanti in un caffè
1932, Parigi

Haunter - Vincenzo Natali

haunter
Haunter di Vincenzo Natali può essere considerato come una versione non divertente di Ricomincio da capo, con in più elementi che ricordano The Others, Amityville Horror e persino anche un po' di Beetlejuice.

Tutto sorretto sulle giovani spalle di Abigail Breslin, narra di un fantasma che insieme alla sua famiglia rivive le ultime 24 ore prima della morte, e lei è l'unica cosciente di quanto stia accadendo. La pellicola di Natali ha una prima parte tutta incentrata sulle ripetizioni, e fin qui ok dal momento che la storia narra proprio di questo ma, paradossalmente, quando ci si scosta per mostrare il perché e il percome comincia a far perdere quel minimo di interesse che aveva accumulato inserendo tutta una specie di pseudo segreti/spiegazioni che non sono altro che una serie di elementi per lo più abbozzati e/o dati per scontato... ragazzine rapite e ammazzate nel corso degli anni, famiglie assassinate, padri posseduti non si sa come, spiriti che entrano in contatto tra loro, amico immaginario... insomma, un Perché generico che non avrà mai risposta...

Come dicevo, la Breislin regge praticamente tutto il film, è sempre in scena e se la cava piuttosto bene tanto da risultare addirittura sprecata per questo film. 

In definitiva, Haunter è un'opera che prova ad essere un po' alternativa ma non ce la fa.

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24 ottobre 2013

Cinegrafie - Se7en

Fincher è sempre uno molto attento allo stile...


Gli amanti passeggeri - Pedro Almodóvar

gli amanti passeggeri
È bruttarello! 

Non che, date le premesse, mi aspettassi chissà quale capolavoro ma, sinceramente, dal regista di film splendidi come Tutto su mia madre o Donne sull'orlo di una crisi di nervi o ancora Parla con lei mi aspettavo molto di più rispetto a questo sfacelo.

Gli amanti passeggeri doveva forse essere una sorta di passatempo per Almodóvar, una specie di vacanza cinematografica con la quale divertirsi e riversarci dentro tutto il trash, la volgarità o la sfacciataggine perversa che si è intravista nei lavori passati e che molto probabilmente aveva trattenuto. Peccato però che non faccia in alcun modo ridere, che non abbia una vera trama né tanto meno personaggi. Tutto è molto blando e quasi lasciato al caso, le caratterizzazioni sono solo accentuate e la trama è un mix di soap opera, parodia dei film sui disastri aerei e soft porno. 

Si passa da drammi a scene di cattivo gusto come se nulla fosse e vi si accenna anche un commento politico sulla corruzione e la crisi economica. 

Caro Pedro, il messaggio che lanci l'ho capito. Ho capito che "bisogna vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo" ma la prossima volta limitati ad un cartello di 30 secondi piuttosto che a questo strazio.

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23 ottobre 2013

Top 5 #26 - Bad Cop


Con pochi scrupoli, dipendenti da qualcosa (alcool e/o stupefacenti vari), vogliosi di potere e denaro... queste sono alcune delle caratteristiche per essere un buon sbirro corrotto. I cinque rappresentati qui sotto sono, per me, il meglio del meglio in questa speciale categoria.

Bad Cop

5. Inspector Lau Kin Ming - Infernal Affairs

4. Det. Alonzo Harris - Training Day

3. The Liutenant - Il cattivo tenente

2. Captain Hank Quinlan - L'infernal Quinlan

1. Norman Stansfield - Léon

Una menzione speciale va agli "affezionati" colleghi di Frank Serpico.


La vostra Top sul tema?

22 ottobre 2013

Sapi - Brillante Mendoza

Sapi
Sapi diretto dal regista filippino Brillante Mendoza, del quale ho amato il crudissimo Kinatay, è un'attacco ai mass media con una componente horror di possessione demoniaca.

È indubbio che l'argomento trattato e la trama (due canali televisivi si scontrano per lo scoop su un presunto caso di possessione) siano parecchio intriganti e difatti, carico dell'esperienza precedente e pieno di aspettative, mi sono fiondato sul film senza alcun tipo di protezione.
Mendoza è bravo nel costruire l'ambientazione tele-giornalistica, la costante pioggia e le inondazioni che accompagnano tutto il film riescono a creare la giusta atmosfera, ma oltre a questo non va. Gli manca di una vera trama, la quale sembra un assemblaggio alla buona di tanti spezzoni, l'horror demoniaco non è pervenuto e l'angoscia delle allucinazioni/visioni è talmente blanda da non destare alcun interessare, manco per sbaglio. L'attacco ai mass media, punto cruciale della pellicola, non è per niente strutturato e lo spettatore non arriva mai ad essere in qualche modo scandalizzato. Persino la "punizione" che colpisce i giornalisti truffatori raccoglie solo menefreghismo.

Sapi è un film che non decolla mai, sconclusionato e di zero appeal. Se vi dovesse capitare di vederlo e vi dovessero venire sentori di nausea sappiate che è colpa della stramaledettissima shaky cam.

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21 ottobre 2013

Broken City - Allen Hughes

broken city
Broken City è un thrillerino con intrighi politici e giochi di potere.

Diretto da uno dei fratelli Hughes, quelli di La vera storia di Jack lo Squartatore e del meno conosciuto Dollari Sporchi, è il classico film che ha del potenziale ma non si applica. Il cast ha nomi altisonanti e perfino buone performance, ho personalmente molto apprezzato sia Russell Crowe che Barry Pepper (quest'ultimo però lo apprezzo a prescindere sempre e comunque), ai quali gli vanno dietro, con interpretazioni professionali, sia Mark Wahlberg che Catherine Zeta-Jones
Sulla qualità tecnica del film non si discute, le belle scene notturne sono lì a dimostrarlo e in parte reggono molto peso sulle loro spalle (molto più di quanto dovrebbero). 

Allora dov'è il problema?
Il problema è sempre il solito, ovvero lasciare crateri e incongruenze lungo il tuo tracciato, svoltare spesso per strade facili e già battute, spingere al massimo sull'acceleratore e sperare che nessuno si accorga di niente. 

Il solito problema che rende un thriller un thrillerino.

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Un consiglio spassionato. Se avete dubbi sull'efficacia della vostra sceneggiatura thriller, rendetelo action e molte cose vi saranno perdonate.

20 ottobre 2013

Corto Ep.9


Difficile che qualcuno non abbia ancora visto questi video. 
Divenuti virali quasi all'istante della loro pubblicazione e hanno rimbalzato praticamente ovunque in rete, da youtube a facebook, da twitter a tumblr fino ai più importanti quotidiani del mondo e quindi di nuovo su facebook, twitter e così via. Tutto ciò non è tanto dovuto alla genialità dei video, presente comunque a pacchi, quanto alla firma di colui che li ha realizzati... ovvero Banksy.


Cose Serial - Orange is the new black


Comedy-drama prodotto e distribuito da Netflix, colosso dello streaming online americano, che centra alla stragrande il suo secondo obiettivo stagionale dopo lo strepitoso House of Cards di inizio 2013.

Orange is the new black

Orange Is The New Black è una serie molto addicted (si dice così?), di quelle che un episodio tira l'altro, carica di personaggi ognuno dei quali splendidamente caratterizzato e altrettanto bene interpretato. Se a quanto detto aggiungiamo il fatto che sia basato su esperienze realmente vissute da Piper Kerman, la quale risulta accreditata come consulente di sceneggiatura, le cose risultano anche più interessanti.

Orange is the new black

Go Netflix, go!

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19 ottobre 2013

Il Bandito - Alberto Lattuada

il bandito
Film post bellico dell'allora giovane Alberto Lattuada.

Tra Dramma e noir di impronta americana, la pellicola si divide nettamente in tre parti ben distinte.
Molto interessante è la prima, dove assistiamo al ritorno in patria del nostro protagonista, reduce da un campo di prigionia in Germania. Qui abbiamo una visione, di stampo neorealista, di quella che poteva essere l'Italia del 1946, completamente distrutta sia da un punto di vista architettonico che nelle esistenze degli abitanti.
Nella seconda parte invece ci si butta verso il noir di chiara ispirazione statunitense, sia per gli avvenimenti e l'escalation nella banda del nostro reduce che nella messa in scena adoperata da Lattuada. Nella terza e ultima invece ci ritroviamo nella moralità, deriva tipica di film come questo.

Un film da riscoprire, oltre che per la visione storica, anche per un Amedeo Nazzari in un ruolo un pelo diverso dai melodrammoni che l'hanno reso celebre nonché per Anna Magnani nelle vesti del capo banda/quasi femme fatale.

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18 ottobre 2013

Photo - Quentin Shih


Quentin Shih
A Chinese Woman, with Lady Dior Handbag
2011

The Conjuring - James Wan

the conjuring
Eh finalmente, caro James, posso dire di aver apprezzato il tuo lavoro. Ce ne hai messo di tempo, l'ultima volta mi hai fatto scomodare le madonne, ma alla fine ce l'hai fatta.

Se non si fosse capito io, Frank Manila, ho molto apprezzato The Conjuring di James Wan che fin'ora, senza indugi e per quel che mi riguarda, si eleva al grado di miglior horror del 2013.

Mi è piaciuta molto questo suo essere vintage, il suo stile alla vecchi film anni '70, come se fosse un fratello piccolo de L'esorcista o di Amityville Horror. Ho avuto come una sensazione di artigianalità, di attenzione ai dettagli e di giusto dosaggio di biopic e di (forzata) finzione. Sebbene The Conjuring sia intriso di cliché, cosa inevitabile, questi non infastidiscono e non appesantiscono la piacevolezza della visione poiché, nel contesto, aiutano a creare l'aspetto old school menzionato qualche rigo fa.

Con molto piacere ho anche apprezzato il lavoro tecnico del regista e, dal suo utilizzo della macchina da presa, si denota una voglia di fare e un certo divertimento (vi sono almeno un paio di scene, veramente riuscite, con la mdp che si ribalta che mi hanno fatto gongolare). Bravi anche gli attori, in particolar modo le due coppie protagoniste: i Warren Vera Farmiga e Patrick Wilson, e i Perron Lili Taylor e Ron Livingston.

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17 ottobre 2013

Cinegrafie - Quella casa nel bosco

Il distruttore dell'horror Quella casa nel bosco... 


Una notte da leoni 3 - Todd Phillips

una notte da leoni 3
E con Una notte da leoni 3 finiscono le avventure di Stu, Phil e Alan.

Purtroppo questa terza parte, con il fantomatico ritorno in quel di Las Vegas, non risulta essere la chiusura "col botto" che tanto avrei voluto vedere, specialmente considerando il crescendo di esagerazioni avuto dal primo al secondo episodio. A suo tempo avevo acconsentito, mio malgrado, a come era stata gestita tutta l'operazione sequel poiché considerando il quadro generale, l'aver ripreso a grandi linee la trama del primo, riproposto in maniera accresciuta le stesse gag era una cosa che accettavo volentieri in vista di un altro film. Ma arrivati al nodo della matassa con quest'altro, ultimo, film  il quadro generale crolla miseramente e viene a mancare il perno centrale che rese celebre quel primo film... ovvero manca la commedia. In Una notte da leoni 3 non si ride, al massimo si accennano leggeri spasmi facciali, ma più come riflesso pavloniano che per meri motivi comici della pellicola. 

Ma forse la colpa è mia, forse avevo riposto troppe speranze in una trilogia cui già il secondo episodio mostrava svogliatezza, ma mai mi sarei aspettato un piattume del genere tutto appoggiato sulle spalle dei due personaggi di Alan e Chow che, seppure simpatici, alla lunga stancano. 

Che dire quindi, teniamoci stretti la loro prima grande avventura e facciamo finta che tutto quel che è accaduto dopo non sia mai successo.

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16 ottobre 2013

Nuovo Sky On Demand

Se sei già un abbonato Sky sappi che in realtà non devi fare acquisti ma una semplice attivazione.
Di cosa? Ma di Sky On Demand!
Con Sky On Demand avete la possibilità di creare il vostro palinsesto ideale, scegliendo quello che più vi piace tra un'infinità di contenuti (oltre 2500 titoli tra film, serial, documentari, sport, reality, talent show e molto altro) nel momento che più vi aggrada. Tra i nuovi titoli di ottobre: Flight, Ralph Spaccatutto e Viva l'Italia. Addirittura, per i superfan c'è un canale dedicato interamente ai film James Bond 007!
E come se tutto ciò non bastasse, la qualità del video che scegliete non verrà in alcun modo intaccata perché, a differenza dei servizi di streaming, Sky On Demand utilizza il progressive download che vi garantisce una visualizzazione continua, senza interruzioni e conforme agli alti standard offerti da Sky. Già pochi secondi dopo l’inizio del download, senza dover aspettare il completamento, il video sarà pronto per essere visto.
Anche se la connessione è lenta? Sì, anche se la vostra connessione lenta.
Dal 14 Ottobre il servizio Sky On Demand è gratis per tutti i clienti Sky e per attivarlo serve solamente: un abbonamento Sky (ovviamente), un My Sky HD compatibile e una connessione internet a banda larga. 
E per i non abbonati? Niente?
Ma no, tranquilli! Perché se attivi un abbonamento Sky entro il 21 ottobre, oltre a Sky On Demand e tutte le altre cosucce, Sky ti regala l'home theatre Philips... figo no?
Sei già cliente Sky e vuoi anche tu un regalino? Niente paura, Sky darà anche te un home theatre Phillips gratis, se entro il 21 ottobre aggiungerai al tuo abbonamento un pacchetto a scelta tra Sky Cinema, Sky Sport, Sky Calcio oppure SuperSurf di Fastweb aderendo all’offerta Home Pack.
Perciò, amanti del cinema, serial addicted, fan degli squali o credenti della teoria degli antichi astronauti (tanto per la cronaca, non ci credo ma il dubbio c'è) senza indugi... scegliete Sky e restate sintonizzati, che presto arriveranno altre novità.
Non siete ancora convinti? Andate sul sito Sky per saperne di più.

Articolo sponsorizzato

Sondaggio: Tizio Vs Caio


Cari Spiccetti, oggi è il vostro giorno! 
Oggi siete chiamati alle urne per far sentire la vostra voce. Sarete proprio voi, il popolo sovrano, a risolvere l'annoso, caldissimo e sempre attuale tema della lotta/scontro/combattimento più migliorissimo del cinema.
Voi, tra quelli elencati o altri (c'è l'opzione apposta, cioè l'ultima),...

... quale scontro preferite?

Avete tempo fino alla mezzanotte di mercoledì 23 per dare il vostro voto... pensateci bene... è importante!

15 ottobre 2013

Mme De Lapage: Sunset Park - Paul Auster

madame de lapage

Sunset Park è situato all'incrocio di strade fallimentari, singoli destini partiti da lontano che da tempo arrancano e faticano a dispiegarsi, destini che, per caso, un giorno si incontrano in una cadente catapecchia newyorkese, "una baracca, un esemplare dimenticato da Dio di idiozia architettonica che non starebbe bene in nessun posto, né a New York né fuori".
Sunset Park Paul Auster
Miles, che di mestiere sgombera appartamenti pignorati, vi arriva per sfuggire ad un ricatto che lo perseguita in Florida. È costretto ad allontanarsi dalla sua Pilar e a far ritorno a New York, da dove era fuggito anni prima. Ad accoglierlo c'è il suo amico Bing che ha occupato e ristrutturato la catapecchia qualche mese prima. Vive lì con Hellen, tormentata pittrice e agente immobiliare, ed Alice, dottoranda alla Columbia disperatamente a corto di soldi e di autostima.
Le vite di tutti i personaggi di Sunset Park sembrano aggrovigliate ed incastrate attorno ad un qualche episodio del passato, attorno a qualcosa di avvenuto o qualcosa che è mancato. È proprio il passato, in realtà, il vero protagonista di Sunset Park: Miles aveva abbandonato New York e i suoi genitori per alleviare il senso di colpa per un fratello morto, Hellen vive in un presente di paranoia e frustrazione a causa di una vecchia relazione sbagliata, Bing ha aperto un "Ospedale delle cose rotte" e passa le sue giornate riparando oggetti che quasi nessuno utilizza più, ed Alice, scrivendo una tesi sull'America del dopoguerra, si ritrova a provare nostalgia e rimpianto per un'epoca che non ha vissuto.
La casa di Sunset Park, situata davanti ad un vecchio cimitero e sospesa nel passato, costringerà tutti i suoi abitanti a fare i conti con i propri nodi irrisolti: per qualcuno il risultato sarà sorprendente, qualcun altro resterà vittima di quella sottile e pungente critica che Auster non risparmia al mito dell'ottimismo, dello "yes we can" americano.

"Guarda gli immensi edifici dall'altra parte dell'East River pensa agli edifici che mancano, gli edifici crollati e incendiati che non esistono più, gli edifici mancanti e le mani mancanti, e si chiede se valga la pena sperare in un futuro quando non c'è futuro e d'ora in poi, si dice, non spererà più in niente e vivrà solo per questo, questo momento, questo momento che passa, l'adesso che è qui e poi non è qui, l'adesso che se ne è andato per sempre."

14 ottobre 2013

Comic Movie - Registi Vari

comic movieComic Movie, al secolo anche Movie 43, è una grande (ma divertente) cazzata.

Trattasi di 13 sketch tra l'assurdo, il delirante, il geniale e la volgarità più becera, tenuti insieme da uno sconclusionato quattordicesimo e intervallati da due finte pubblicità.

La demenzialità è dilagante in alcuni episodi, vedasi lo speed date di Robin (sì, l'aiutante di Batman) o la fidanzatina che "regala" al suo lui l'opportunità di defecargli addosso, ma nonostante questa sia effettivamente sconcertante nella formula della breve durata funziona. Ma non quello della brevità non è una regola perché capita anche che, sebbene sia minima, arrivi ad essere addirittura troppa causando la dispersione dell'effetto shock iniziale (come esempio gli episodi con Richard Gere o con Halle Berry o ancora con la Moretz). In altri casi invece, la velocità è talmente elevata che non si ha il tempo di capire cosa sia successo che si è andati oltre - mi riferisco a quello con Kieran Culkin ed Emma Stone - lasciando lo spettatore con la tipica espressione del WTF... aka CHE?!?!?

Come avrete notato il cast è molto assortito e vede tra i vari, oltre i già citati, anche: Uma Thurman, Gerard Butler, Anna Faris, Hugh Jackman, Johnny Knoxville, Seann William Scott, Kristen Bell, Kate Winslet, Liev Schreiber, Naomi Watts, Chris Pratt, Jason Sudeikis, Elizabeth Banks (anche regista un episodio), Justin Long e Terrence Howard. Mentre tra i registi abbiamo Peter Farrelly, Brett Ratner e James Gunn.

Più che un vero e proprio film quello che abbiamo di fronte è un esperimento, un pot-pourrì che se preso per la cazzata che è vi può far passare una serata con una certa facilità.

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La versione da me visionata è quella Alternativa. La differenza con l'altra versione sta nell'episodio collante che ha come protagonisti Dannis Quaid e Greg Kinner.

13 ottobre 2013

Cose Serial - The Pills


The Pills nel corso del 2012 è una (forse meglio dire La) delle web serie italiane che più hanno spopolato in rete. In un bianco e nero dall'altri tempi che qualcuno ha definito (vado di parafrasi) come neorealismo urbano demenziale condito di Monopoli, esistenzialismo e soprattutto cazzate. 


Non so quanto possa essere romanocentrica ma è certo che alcuni episodi, come Fabio Volo e il dittico Il buoi oltre le Hogan e La colline hanno le Hogan, sono ormai imprescindibili.


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12 ottobre 2013

Cronaca di un amore - Michelangelo Antonioni

Bellissimo esordio nel cinema di finzione dell'allora documentarista Antonioni.

La storia narrata si rifà a Ossessione di Visconti, hanno entrambi come attore protagonista Massimo Girotti e sono gli unici due film italiani noir del periodo post-bellico con una femme fatale (di quest'ultima affermazione sono però sicuro al 70%... perciò siate liberi di dubitare).

La pellicola, come già detto, rientra in quel breve filone a cui ho accennato in precedenza nel post su Il Rossetto di Damiani. Ci sono echi di neorealismo, molto ben impressi da Antonioni quando mostra le diverse condizioni sociali dei personaggi, sono presenti parti melodrammatiche, un po' tipiche del noir italiano, e non mancano richiami al giallo. 

La forma è eccellente, Antonioni dimostra già uno stile ben marcato che ritornerà soprattutto nei suoi lavori successivi. C'è già in questa prima esperienza il suo rapporto con l'ambiente riscontrabile nelle belle riprese esterne, una predilezione ai dialoghi, una serie di piani sequenza così come la critica sociale alla borghesia vuota. Antonioni c'è.

Ottima la scelta della Bosè nella parte della femme fatale, un po' troppo trattenuta è invece l'interpretazione di Girotti... forse si sentiva forte per via del ruolo molto simile a quello interpretato per Visconti. Le musiche di Fusco, un alternarsi di sax e piano, sono dolenti e bellissime.

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11 ottobre 2013

Photo - Francois-Xavier Marciat


Francois-Xavier Marciat
Brugelette
2010, Belgio

C.O.G. - Kyle Patrick Alvarez

COG
David Sedaris è uno degli scrittori più divertenti, satirici e, al tempo stesso, drammatici che mi sia mai capitato di leggere. C.O.G., tratto da un suo racconto, purtroppo non ha nulla di tutto ciò.

Non che Alvarez non ci abbia provato, per carità, ma semplicemente la sua missione era destinata a fallire in partenza. Sedaris è un autore troppo poco cinematografico e se alle storie che racconta togli il fattore Sedaris, la sua narrazione, la sua ironia, i suoi giri di parole ecc. in pratica togli tutto. Il non essere dentro la testa del nostro protagonista David, un Jonathan Groff bravino ma non idoneo alla parte perché fin troppo bello e troppo poco goffo, ci annulla da qualsiasi coinvolgimento nella storia, non facendo capire a noi che guardiamo quali sono le sue intenzioni, le sue interpretazioni o i suoi disagi.

Alcuni guizzi comici ci sono e fanno anche sorridere, ogni tanto appaiono pure quelle assurdità "autobiografiche" che caratterizzano le vicende narrate dallo scrittore ma, sinceramente, non basta.

Quanti non dovessero conoscere David Sedaris, consiglio di accantonare il film e andare a leggere Me parlare bello un giorno e/o Holydays on ice. Sono eccezionali.

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10 ottobre 2013

Cinegrafie - Bullitt

Non credo sia necessario fare presentazioni al film, perciò dico solo... BULLITT!!!


In trance - Danny Boyle

in trance
Danny Boyle torna dopo le Olimpiadi di Londra con un thriller che richiama alcuni suoi lavori precedenti strizzando l'occhio a Nolan.

Abbiamo uno stile visivo lucido, quella continua ricerca di suoni e immagini vista sia in The Millionaire che 127 Ore, abbiamo personaggi che rompono la quarta parete così come accadeva in Trainspotting, abbiamo personaggi cangianti, che passano dall'essere buoni e cattivi, così come accadeva in Piccoli omicidi tra amici e infine abbiamo una sceneggiatura che collassa su stessa in un crogiolo di assurdità.

La trama sembra essere volutamente impenetrabile, in un continuo rimando di realtà o finzione, ma si spinge troppo nel caricare di confusione che lo spettatore arriva non stare più al passo. Ben presto si perde l'interesse sull'intera vicenda e benché i due full frontal depilati di Rosario Dawson riescano a ridestare l'attenzione, quando giunge il momento dello spiegozzo e poi del finale si è talmente stanchi che non si ha neanche la forza deridere delle stupidaggini che avvengono sullo schermo.

Danny Boyle stavolta ha toppato clamorosamente.

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09 ottobre 2013

Corto Ep.7


Il corto presentato in questo settimo episodio proviene dall'Australia. Si chiama Cargo, dura 7 minuti, ed è una variazione sul tema zombie. Non abbiamo di fronte un horror con brutali smembramenti, né tanto meno romanticherie e quant'altro. La forza di questa piccola storia è tutta nell'amore paterno e nel tentativo pratico di salvare la figlioletta... nonostante il sopraggiungere dell'inevitabile.


Davvero bello, semplice e diretto.



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Terminator - James Cameron


I'll be back!

Era ovvio che prima o poi anche Terminator avrebbe fatto una capatina da queste parti.

terminatorIo per motivi logistici, nel senso che ero presente quando fu annunciato, ricordo ancora le varie notizie e le prime immagini su Ciak e poi l'uscita al cinema, sono più legato al sequel, ma è indubbio che senza la presenza di questo primo fantastico capitolo tutto l'amore che posso provare per il 2 non ci sarebbe mai stato. 

La motivazione principale che mi porta a definire Terminator un Mitico e facilmente intuibile e so per certo che molti la pensino esattamente come me se dico che è tale perché È TERMINATOR... che vi aspettavate un compendio? Trattasi di Terminator, punto. Tutto il resto è superfluo.

Grande grande film, il secondo ancora più grande ma non è questo il momento, ora vi invito solamente a chiudere gli occhi e rivedere nella vostra mente quei 30 sbirri ammazzati in circa 5 minuti di film.


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