15 ottobre 2013

Mme De Lapage: Sunset Park - Paul Auster

madame de lapage

Sunset Park è situato all'incrocio di strade fallimentari, singoli destini partiti da lontano che da tempo arrancano e faticano a dispiegarsi, destini che, per caso, un giorno si incontrano in una cadente catapecchia newyorkese, "una baracca, un esemplare dimenticato da Dio di idiozia architettonica che non starebbe bene in nessun posto, né a New York né fuori".
Sunset Park Paul Auster
Miles, che di mestiere sgombera appartamenti pignorati, vi arriva per sfuggire ad un ricatto che lo perseguita in Florida. È costretto ad allontanarsi dalla sua Pilar e a far ritorno a New York, da dove era fuggito anni prima. Ad accoglierlo c'è il suo amico Bing che ha occupato e ristrutturato la catapecchia qualche mese prima. Vive lì con Hellen, tormentata pittrice e agente immobiliare, ed Alice, dottoranda alla Columbia disperatamente a corto di soldi e di autostima.
Le vite di tutti i personaggi di Sunset Park sembrano aggrovigliate ed incastrate attorno ad un qualche episodio del passato, attorno a qualcosa di avvenuto o qualcosa che è mancato. È proprio il passato, in realtà, il vero protagonista di Sunset Park: Miles aveva abbandonato New York e i suoi genitori per alleviare il senso di colpa per un fratello morto, Hellen vive in un presente di paranoia e frustrazione a causa di una vecchia relazione sbagliata, Bing ha aperto un "Ospedale delle cose rotte" e passa le sue giornate riparando oggetti che quasi nessuno utilizza più, ed Alice, scrivendo una tesi sull'America del dopoguerra, si ritrova a provare nostalgia e rimpianto per un'epoca che non ha vissuto.
La casa di Sunset Park, situata davanti ad un vecchio cimitero e sospesa nel passato, costringerà tutti i suoi abitanti a fare i conti con i propri nodi irrisolti: per qualcuno il risultato sarà sorprendente, qualcun altro resterà vittima di quella sottile e pungente critica che Auster non risparmia al mito dell'ottimismo, dello "yes we can" americano.

"Guarda gli immensi edifici dall'altra parte dell'East River pensa agli edifici che mancano, gli edifici crollati e incendiati che non esistono più, gli edifici mancanti e le mani mancanti, e si chiede se valga la pena sperare in un futuro quando non c'è futuro e d'ora in poi, si dice, non spererà più in niente e vivrà solo per questo, questo momento, questo momento che passa, l'adesso che è qui e poi non è qui, l'adesso che se ne è andato per sempre."

7 commenti:

  1. mi hai incuriosito abbestia!
    appena finisco il mattone forato (per la mole non per la noia) che sto leggendo può essere che mi ci butto.

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    1. ti faccio sapere... provo a prendere la versione tecnologica ;)

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  3. Sembra davvero un libro interessante e soprattutto...intrigante! Non vedo l'ora di leggerlo e di lasciarmi intrigare un pò :)!

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    1. Ti intrigherà come se non ci fosse un domani, Pierantonia carissima!

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    2. Anche io sono intrigata.. Poi se si intriga pure Pierantonia lo sono ancora di più! Si sa, lei è una garanzia!

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  4. ...dopo Frank, sono la prossima candidata!

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