30 novembre 2013

Fronte del porto - Elia Kazan

fronte del porto
Mi è un po' difficile, per due motivi in particolare, parlare di un film come Fronte del porto.

Il primo di questi è che trattasi di vera e propria Storia del Cinema, uno di quei film su cui è stato scritto e detto tutto, oggettivamente importante, attualissimo, con un uso non scontato e molto realistico del bianco e nero e dulcis in fundo per un Marlon Brando di una bravura tale che si stanno ancora battendo le mani, senza sosta, dal 1954.

Il secondo motivo, un po' più difficile e controverso, riguarda Elia Kazan. Per quanto difatti si possa e si debba scindere la vita personale di un regista o un attore o qualsiasi altra figura dal prodotto del suo lavoro, in questo caso risulta un tantinello difficile tenendo presente la vicinanza di argomenti trattati, la tempistica e le probabili intenzioni che lo spinsero a fare questo film. Se da un lato infatti si può vedere la pellicola come una rivalsa dell'eroe proletario contro i soprusi dei gangster, dall'altro è invece una giustificazione dell'azione compiuta da Kazan stesso e un'ulteriore rivendicazione che lo Stato e il padrone sono l'unica via percorribile considerando le azioni dell'eroe di Kazan come un rimettere in piedi il potere capitalistico, senza alcun vantaggio per la sua classe sociale (che potrebbe aver rispecchiato anche la realtà ma date le circostanze i dubbi vengono)

Non potendo, nel mio piccolo, scindere la mia opinione sulla persona Elia Kazan da quella di Fronte del porto, opto per l'astensione. Fronte del porto è e resterà un film oggettivamente bello ma il messaggio che porta e i suoi natali sono per me, al momento, inesplicabili.

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29 novembre 2013

Rapture-Palooza - Paul Middleditch

rapturepalooza
Non credo che Rapture-Palooza sia tratto da una storia vera come ci annuncia il cartello a inizio film ma se l'Apocalisse dovesse essere effettivamente così io una firma la metterei... cioè per quanto possa essere tragico come avvenimento, almeno mi farei un paio di risate.

Le menti che si celano questo strano film apocalittico non sono a me note, però da quel che ho potuto capire tramite Rapture-Palooza è che, Middleditch e Matheson (rispettivamente regista e sceneggiatore), talvolta si fanno prendere un po' la mano e cedono ad un'indole un pelo adolescenziale.
Ma comunque in fondo si ride ed è questo quello che importa.

Le innumerevoli gag da "fine del mondo" (dove la normalità viene scandita da piogge di sangue, locuste e un Anticristo fan di Vin Diesel) e una trama collante funzionano, nonostante quest'ultima risulti alla fin fine un tantinello appiccicata con lo sputo. Divertente e funzionale è però il cast, tra i quali spiccano la bella Anna Kendrick, Craig Robinson e Rob Corddry.

Rapture-Palooza ha una comicità tendente verso il demenziale e un'apocalisse leggermente diversa da quella che siamo soliti immaginare. Film molto easy ma per una serata in totale relax.

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28 novembre 2013

Take This Waltz - Sarah Polley

Take This Waltz, dramedy scritto e diretto dall'attrice Sarah Polley, è uno di quei classici film con del potenziale non sfruttato.

Partendo dal presupposto che, già in linea generale, film sull'adulterio non sono ben visti, specialmente se questo è all'apparenza ingiustificato o comunque basato su dei capricci/insoddisfazioni, e considerando che in più si vuol far passare l'autore del malfatto come vittima, secondo il mio modestissimo parere mia casa Sarah stai partendo malissimo. E sebbene le regole, anche quelle non scritte e palesemente moraleggianti, sono fatte per essere violate sarebbe alquanto utile inserirci un certo criterio alle azioni dei personaggi, dare delle motivazioni ben più profonde o quanto meno più consistenti rispetto a frasi come "Ho paura delle connessioni". Che poi ci potrebbe pure stare, per carità, ma per quanto mi riguarda un "ma che davero davero?" è d'obbligo.

Tecnicamente il lavoro della Polley non è comunque tutto da buttare e a dimostrazione ci sono dei brevi momenti brillanti ma, ahimè,  una maggiore attenzione ai personaggi (comunque interpretati, nei limiti delle scrittura, in un modo passabile) e un qualcosa con più senso logico e con un minimo di vero interesse per lo spettatore avrebbe di certo giovato. 

Consigli per filmmker alternativi in erba: 
Frasi pseudo profonde, comportamenti e/o lavori bizzarri, hipsteria spinta e altre cazzate da tipico film indipendente non rendono la tua opera automaticamente bella o interessante e ancor meno alternativa.

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27 novembre 2013

Corti Ep.10


I ragazzi della WTFLOL stanno accumulando discrete visite con questo simpatico cortometraggio, crossover tra il fumetto Marvel Zombie e L'armata delle Tenebre di Sam Raimi. Ovviamente trattasi di un fan film, non-profit e assolutamente povero ma comunque molto divertente. 
Buttateci un occhio, dura poco più di 8 minuti.


Il Braccio violento della legge - William Friedkin


All right, Popeye's here! Get your hands on your heads, get off the bar, and get on the wall!

Un Must del Cinema, non solo di quello poliziesco.

Una pellicola intrisa di realismo, eticamente sconvolgente per l'epoca, che contribuì all'allora nascente filone della new hollywood e influenzò non poco anche il nostro, anche'esso nascente, filone del poliziottesco. Per la prima volta sbrirri e criminali venivano messi sullo stesso piano e sebbene il senso di giustizia resta inossidabile e ben riscontrabile, spesso i loro modi di agire si ribaltano.

il braccio violento della leggeAnche narrativamente il film è abbastanza peculiare tanto da aver fatto scuola con il suo alternarsi di lunghi momenti di stasi ed esplosioni di azione e violenza inaudita. Tecnicamente è magistrale, basti pensare alla bellissima scena dell'inseguimento tra Doyle e il cecchino (assieme a quello di Bullitt è uno dei migliori car chase della storia del cinema), oppure all'uso del montaggio nelle scene dei pedinamenti. 
Da menzionare anche le prove attoriali di Gene Hackman e Roy Scheider, bravissimi nella caratterizzazione dei due poliziotti ruvidi, dalle poche parole, risoluti e ambigui.

Il Braccio violento della legge è quello che oggi si può facilmente considerare un Capolavoro, un film che bisogna vedere... se vi dovesse ancora mancare vi consiglio di recuperatelo ora.


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26 novembre 2013

Mi mejor enemigo - Alex Bowen

mi mejor enemigo
Ambientato durante il Conflitto del Beagle, che vide coinvolti Cile e Argentina nel 1979 e che per fortuna non scoppiò mai grazie all'intervento di Giovanni Paolo II, Mi mejor enemigo racconta di due compagnie, una cilena e l'altra argentina, che si ritrovano uno di fronte all'altro, abbandonati a loro stessi e nel bel mezzo del nulla, in attesa di scoprire se devono massacrarsi a vicenda oppure no.

Co-prodotto da entrambi i paesi all'epoca in disaccordo, la pellicola ci parla di umanità e punta il dito sulla follia della guerra, e in questo caso specifico una guerra, se fosse scoppiata, una guerra insensata e fratricida. L'attesa estenuante, la consapevolezza di dover morire, la scoperta che il proprio nemico non è poi così malvagio e che alla fine dei conti è esattamente uguale a te. 

Film forse troppo sconosciuto e che può ricordare altri simili come Mediterraneo (i due hanno in comune anche una partita di calcio) o il bellissimo No man's land. Bowen si prende tempo raccontare la storia, si concentra molto sulla più debole e meno agguerrita compagnia cilena, addentrandosi nei caratteri e nella visione del mondo dei soldati, regalando immagini delle splendide, sterminate e disorientanti terre della Patagonia e non rinunciando a qualche incursione nello humor.

Mi mejor enemigo meriterebbe una riscoperta.

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25 novembre 2013

Meniamo le mani - Invasion U.S.A.

menare le mani

Meniamo le mani è un excursus nel cinema delle botte, delle esplosioni, delle ossa rotte, dei calci rotanti. In una sola parola nel cinema action!
Si protrarrà, a partire da oggi e per qualche altro giorno, in vari e splendidi blog di cinema.  Ogni giorno su un blog diverso troverete un nuovo film, un nuovo eroe, una nuova avventura e nuove persone che si fanno tanto male. Si passerà dai magnifici anni '80 fino a oggi, dai film di guerra a quelli urbani fino a quelli sportivi, passando da Norris a Stallone, da Lundgren a Macchio fino a Vin Diesel.
Insomma, ci sarà un po' di tutto ben sparpagliato.

invasion usa
L'onere di cominciare è mio e lo farò con Invasion U.S.A., un mega classico della tamarraggine anni '80 targato Cannon, che vede all'opera non un eroe qualsiasi, non un attore preso a caso ma bensì il simbolo, l'icona, l'indistruttibile, l'uomo in jeans, l'eroe degli eroi, il sommo, lui, anzi LUI... CHUCK NORRIS!!!

Senza entrare nella complessità dell'intricata trama vi basti sapere che Invasion U.S.A. ruota sull'invasione degli Stati Uniti (facilmente intuibile dal titolo) da parte di cattivi stranieri e su CHUCK che, un po' svogliatamente, decide di fargli il culo. Tutte le volte che il Nostro appare sullo schermo state certi che farà un qualcosa di fighissimo e/o greve ma comunque molto maschio e dirà una frase sprezzante. Alla regia abbiamo Joseph Zito, un regista di tutto rispetto che già abbiamo incontrato da queste parti e del quale abbiamo già avuto modo di apprezzare l'artigianalità.

invasion usa

Invasion U.S.A. è un film di puro intrattenimento, molto retrò nello stile, il cui unico scopo è quello di mostrare l'incredibile eroismo del simbolo americano contro i cattivoni di turno. In fondo, ci fosse stato altro, sarebbe stato più che superfluo.

invasion usa

Invasion U.S.A. è un film con CHUCK NORRIS... insomma, ci siamo capiti.

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Non dimenticate di continuare a seguire questo viaggio sparpagliato all'interno di un genere. Vi assicuro che ne vedremo delle belle... e pure delle brutte.
- i link già presenti non sono ancora attivi e si sbloccheranno nel giorno indicato -

Per info su come partecipare, accodarsi ecc. non esitate a scrivere nei commenti qui sotto o in quelli di altri partecipanti.

24 novembre 2013

Cose Serial - Kubrick - Una Storia Porno


Kubrick - Una Storia Porno è una web serie tutta italiana, prodotta dalla Magnolia Fiction e distribuita in rete da quei mattacchioni di The Jackal. Le vicende raccontano di 3 aspiranti filmmaker che si ritrovano catapultati, quasi per caso, nel mondo del cinema porno.


La serie conta, per ora, solo 3 episodi della lunghezza di 10/13 minuti e vi assicuro essere molto divertente, di buona qualità e con una buona freschezza narrativa... molto, ma molto, più avanti rispetto a tanta roba propinataci dalla Tv italiana canonica.


Questo il primo episodio, per gli altri potete andare sul Canale YouTube

23 novembre 2013

Una sull'altra - Lucio Fulci

una sull'altra
Ben prima di diventare un guru dell'estremo, tra la fine degli anni '60 e i primi anni '70, Fulci si inserì con Una sull'altra nel nascente filone del sexy-thriller, genere lanciato da Mario Bava con Sei donne per l'assassino

Sebbene oggi Una sull'altra non sia molto ricordato - in fondo trattasi di una pellicola ancora acerba e i successivi gialli (Una lucertola con la pelle di donna, Non si sevizia un paperino e Sette note in nero... per non parlare degli horror) sono nettamente migliori - vi sono presenti molti elementi interessanti e quei primi timidi passi che, col senno di poi, preannunciano quel che il regista ci regalerà negli anni successivi: una visione cinica nella narrazione, elementi erotici sparsi sapientemente per tutta la pellicola che culminano con una scena semi-lesbica tra la Mell e la Martinelli, nonché una ripresa al limite del pornografico di un cadavere in decomposizione. 

Sicuramente il più sexy dei sexy-thriller italici dell'epoca. 
Merita un recupero.

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22 novembre 2013

Photos - Robert Capa


Roberto Capa
Morte di un miliziano lealista
1936, Cordoba, Spagna

Dark Skies - Scott Stewart

dark skies
Avevo una certa riluttanza circa questo Dark Skies e il motivo era riposto tutto nella presenza di Scott Stewart, già colpevole di Preist e Legion e vincitore dello Spicci Award "Recidivo" 2011.

Pur non gridando al capolavoro e tenendo sempre in considerazione il fatto che vi sia una massiccia derivazione e rimescolamento di cose già viste, Dark Skies risulta essere un film di alieni abbastanza godibile. Il rimescolamento di cose prese altrove e di generi, attuato da Stewart, questa volta (ricordo ancora che è un habitué della pratica) riesce abbastanza bene tanto da trovarci di fronte un horror con gli alieni che sembra in realtà più un horror con i fantasmi e come prodotto finale c'è un che di stuzzicante. Ovviamente Stewart nel suo racconto resta sempre nel vago, non si addentra mai in spiegazioni del perché e del percome e spesso casca in pesanti macchinazioni ma, tutto sommato, come prodotto di genere questo Dark Skies funziona e ci regala pure alcune belle scene di tensione.

Un film horror che punta sulla semplicità, sulla funzionalità e sull'efficacia. Volendo onesto.

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21 novembre 2013

La guerra dei Roses - Danny DeVito

la guerra dei roses
Commedia nera, a tratti nerissima, diretta dall'attore Danny DeVito il quale sembra molto a suo agio con il genere avendo firmato la regia di film come Getta la mamma dal treno, Matilda 6 mitica, Eliminate Smoochy e Duplex.

La guerra dei Roses nella sua apparenza da commedia nera però rivela in maniera anche lucida i meccanismi dello sfaldamento dell'amore romantico di stampo patriarcale. La storia dei Roses comincia nell'idillio, con la coppia perfetta che passa attraverso tutte le fasi del romanticismo, attraversando il matrimonio, le ristrettezze, le prime affermazioni professionali, l'acquisto del nido d'amore, fino alla disfatta totale. La casa, il simbolo del loro successo coniugale, diventa teatro di guerra e vero e proprio campo di battaglia, suddiviso letteralmente per aree con tanto di terra di nessuno. Ogni simbolo d'amore viene fatto in mille pezzi e i due coniugi, gli straordinari Michael Douglas e Kathleen Turner, passano da piccoli schermaglie a vere e proprie umiliazioni e crudeltà. 

la guerra dei roses

DeVito gira con dovizia e attenzione - ho molto apprezzato l'utilizzo alla De Palma dello Spit Focus - e si ritaglia per sé un doppio ruolo di amico di famiglia e voce narrante, con quest'ultima che sembra il coro di una tragedia Greca. 

La guerra dei Roses è oggi da considerarsi un cult di fine anni '80 e nel rivederlo non si sente affatto il peso degli anni. Finale beffardo.


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Questo post fa parte della rassegna lanciata da La Fabbrica dei sogni sul cinema del decennio degli yuppie, delle spalline e dei capelli cotonati. Tutte le info sono a questo link.

20 novembre 2013

Gli Stagisti - Shawn Levy

gli stagisti
Con Gli Stagisti torna in gran carriera la coppia Vince Vaughn e Owen Wilson, diretti da Shawn Levy... quello dei due Una notte al museo e Real Steel.

Vedere Gli Stagisti crea un effetto un po' particolare, soprattutto per i fan del Frat Pack, poiché se da una parte ci si ritrova con un tipo di commedia dai modi ormai più che assodati, una coppia molto affiata e una certa sicurezza, dall'altra c'è l'assoluta prevedibilità sulla trama, sul tipo di battute, sui tempi comici e quant'altro.

Se all'inizio degli anni 2000 Vince Vaughn, Owen Wilson, Judd Apatow, Ben Stiller e compagnia bella avevano dato vita a un cinema comico alternativo, tra il dramedy e  il parodistico, ora, nel 2013, lo scettro del nuovo è palesemente passato tra le mani di Seth Rogen e amici. Questo Gli Stagisti ne è un'ulteriore dimostrazione e avvalora una senso di stanchezza e di ripetitività già notato con Questi sono i 40 di Apatow.

Gli Stagisti è una pellicola da un certo punto di vista abbastanza rassicurante essendo molto simile nella sua struttura a 2 single a nozze, inoltre la coppia Vaughn e Wilson tutto sommato ancora funziona bene e il marchettone a Google non disturba più di tanto. 

Dal film non sarete stupiti, ma avrete passato una serata tranquilla con vecchi amici di celluloide... anzi di Full HD.

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19 novembre 2013

The Stone - Se-rae Cho

Per parlare di The Stone, film sud coreano del debuttante Se-rae Cho, tocca prima fare una menzione al gioco del Go. Trattasi di un gioco da tavola strategico molto diffuso in Asia vecchio almeno 2500 anni... ma meglio dare un'occhiata alla pagina Wiki apposita, che sicuramente ha più informazioni di me a riguardo.

Comunque, l'importante non è conoscere il gioco in sé quanto cercare di comprendere un minimo la rilevanza culturale che questo gioco ha in Asia. Nel film il Go è difatti una costante che non solo dà sviluppo all'azione ma la crea, la stravolge e ne è anche metafora. La vicenda raccontata in The Stone è la storia di un rapporto di maestro e allievo, ma trattasi di una visione alquanto anomala e stravolgente. Poiché, se come allievo abbiamo un boss malavitoso, probabilmente in crisi di mezza età (figura alquanto abusata nel cinema), nella parte del maestro abbiamo un ragazzino che sembra non aver voglia di diventare professionista preferendo gettare il suo incredibile talento in truffe da quattro soldi. È proprio nell'incontro/scontro tra queste due diverse personalità, tra due modi di vedere e affrontare la vita, tra due differenti prospettive e nella strana relazione che si interseca, che sta la bellezza e la riuscita del film. 

Bravo Se-rae Cho in fase di sceneggiatura a costruire sia i caratteri dei principali personaggi (con elementi persino grotteschi) che nell'inserire piccole parti "action" per dinamizzare quella che sarebbe potuta essere una visione fin troppo statica.

Un film interessante, in parte crepuscolare in parte coming-of-age...

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Purtroppo la locandina del film risulta impossibile da trovare.

18 novembre 2013

Beautiful People - Trailer, News e scarsa obiettività

Beautiful People

Premessa. Quello che segue non è una recensione, anzi sappiate che su questo film in particolare non esplicherò mai un parere pubblico. Il motivo è semplice e riguarda quell'obiettività che non posso garantire conoscendo personalmente tutte le persone coinvolte e i retroscena che hanno accompagnato (e accompagnano tutt'ora) la realizzazione del film. Quello che però vi posso garantire è che il lavoro è stato svolto nel migliore dei modi possibile e con tanta passione e sacrificio... dico sul serio, lo so che tocca fidarsi, ma vi giuro che è così.

Beautiful People

Detto ciò vi mostro quello che da qualche giorno è visibile in rete su siti di varia importanza e rilevanza, anche internazionale, e vi racconto quello che sono stati gli eventi e le notizie. La prima di queste è arrivata direttamente dall'AFM (American Film Market), tenutosi a Santa Monica (California) nei primi di Novembre, ed è circa l'acquisizione dei diritti per la distribuzione internazionale del film da parte della Raven Banner Entertainment, una casa di distribuzione canadese specializzata in cinema horror. Sempre dall'AFM e attraverso il sito della Raven è arrivato anche il trailer, che assieme al manifesto, ha parecchio incuriosito un paio di portali horror che hanno subito rilanciato la notizia e fatto scattare il tran tran... uno di questi siti ha anche decretato il manifesto (lo potete ammirare a fondo pagina), molto anni '80, firmato da Enrico Galli come il migliore visto in tutto l'evento.


Beautiful People

Al momento tali notizie, trailer, poster e frame stanno continuando a girare un po' ovunque (persino in Italia) e stanno destando interesse. Da parte mia non posso che augurare un in bocca al lupo alla Doghouse, al deux ex machina di tutto che porta il nome di Marco Palese, ad Amerigo Brini che ha diretto questo piccolo horror indipendente e totalmente made in Italy e, ovviamente, a tutti coloro che hanno dato (e stanno dando) anima e corpo a Beautiful People

Beautiful People

Sappiate ragazzi che, nonostante tutto e nonostante l'impegno messo per farmi incazzare, sono veramente molto orgoglioso di voi e di questo piccolo grande horror. Il mio più grande augurio è che la gente continui a supportare il film e il cinema indipendente, anche se Beautiful People non piacerà. In fondo il film più bello è sempre il prossimo.

Beautiful People

Dopo aver visto alcuni frame, non vi resta che vedere anche il trailer, il manifesto e aspettare altre news.


Beautiful People

Pagina Facebook di Beautiful People

P.S: Come minimo mi dovete offrire una birra!

Tesis sobre un homicidio - Hernán Goldfrid

Tesis sobre un homicidio
Legal thriller che arriva direttamente dall'Argentina con protagonista il grande Ricardo Darín.

Tesis sobre un homicidio è una pellicola molto particolare, a tratti forse anche pretenziosa, ma sicuramente interessante. Racconta la vicenda di un professore di giurisprudenza convinto che un suo alunno abbia commesso un omicidio accaduto proprio nel parcheggio antistante la facoltà e che l'abbia tacitamente sfidato a scoprirlo. Al di là delle mere indagini, dei sospetti e di tutte le cosucce da thriller, il vero perno della pellicola verte sulla legge, la morale, l'etica e in particolar modo sul personaggio protagonista, ovvero non su chi è indagato ma su colui che indaga ed emette la sentenza di colpevolezza o innocenza.

Tra tesi e teorizzazioni legali, follia, autodistruzione e un benedetto enigma da risolvere Tesis sobre un homicidio  si rivela come un bel film ma fate attenzione... potrebbe lasciare l'amaro in bocca.

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17 novembre 2013

Cose Serial - Band of Brothers


A ormai più di dieci anni dalla sua realizzazione è facile affermare che Band of Brothers sia la serie tv storico/bellica più bella mai fatta. Prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks, con in mezzo anche la HBO, narra delle vicende della Compagnia Easy del Secondo Battaglione, 506º Reggimento di fanteria paracadutista, 101ª Divisione Aviotrasportata dell'esercito degli Stati Uniti. Ovvero la compagnia che ha affrontato praticamente tutti i peggiori momenti del conflitto. 


 Molto folto è il parco attori che vediamo sfilare nel corso delle 10 puntate tra i quali Damian Lewis, Tom Hardy, Ron Livingston, Michael Fassbender, James McAvoy, David Schwimmer, Neal McDonough, Donnie Wahlberg Simon Pegg.


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16 novembre 2013

Improvvisamente l'estate scorsa - Joseph L. Mankiewicz

improvvisamente l'estate scorsaImprovvisamente l'estate scorsa non è solo un grande classico del cinema americano, ma anche uno dei più controversi.

Tratto da un'opera di Tennessee Williams, scritta per lo schermo da Gore Vidal, diretta da Mankiewicz e interpretata da due grandi dive come Elizabeth Taylor e Katharine Hepburn, alle quali c'è da aggiungere anche Montgomery Clift, quello che ne è il risultato è un racconto molto torbido, a tratti allucinante e che, nonostante in fase di trasposizione sia stato edulcorato di alcuni elementi, resta uno dei più morbosi dell'epoca.

Le prove delle due attrici protagoniste sono da brividi e sono indubbiamente al di sopra di tutti i presenti sulla scena, ma la vera forza del film sta nel suo mantenersi sempre nell'ambiguità nel non dare mai una vera spiegazione al tutto. A tal riguardo la scelta di non mostrare mai il volto di Sebastian (il protagonista dei racconti delle due donne) credo sia esemplare. Il finale poi è da pelle d'oca e sebbene tutto venga alla fine rivelato resta pur sempre una sola versione della storia anche altamente confusa nonché allegorica.

Colpe, sfruttamenti, rapporti malati, un'omosessualità tenuta nascosta, la malattia mentale. i soprusi e il cannibalismo. Tutto questo e altro è Improvvisamente l'estate scorsa.

Da vedere assolutamente.

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15 novembre 2013

Photos - Robert Jackson


Robert Jackson
Assassinio di Lee Harvey Oswald
1963, Dallas

Vehicle 19 - Mukunda Michael Dewil

Vehicle 19 è un thrillerino low budget, ambientato a Johannesburg. Anzi, ambientato dentro una macchina che gira per Johannesburg.

Il regista e sceneggiatore Mukunda Michael Dewil utilizza come punto di partenza la formuletta classica dell'uomo sbagliato nel posto sbagliato, resa celebre da Hitchcock con film magnifici come Il club dei 39 o Intrigo internazionale. Purtroppo Dewill non è Hitch e il suo film non va oltre questa ideuzza. Difatti la sceneggiatura, non solo presenta una serie incredibile di crateri e gira su sé stessa in continue ripetizioni o momenti di puro nulla, ma chiede anche tantissimi sforzi per accettare le assurdità e le forzatissime casualità che, guarda caso, capitano al nostro protagonista.

Paul Walker, il suddetto protagonista, nella sua modestia attoriale prova a cavarsela come meglio può. La costruzione drammatica del suo personaggio non aiuta in nessun modo - questa, tanto la cronaca, si concentra su un passato che comunque non vediamo - e la macchina da presa spiaccicata sulla sua faccia per quasi tutta la durata dà il colpo di grazia definitivo causando anche un certo imbarazzo all'attore. Il quale, dopo essersi giocato nel giro di pochi minuti entrambe le espressioni che gli riescono decide di assumerne solo una... quella buona per tutte le occasioni.

In definitiva NO. Troppo lento (nel senso di velocità della macchina), troppo ripetitivo, troppo primo piano di Walker e troppa staticità.

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14 novembre 2013

Cinegrafie - La donna che visse due volte

la donna che visse due volte

The Lone Ranger - Gore Verbinski

the lone ranger
Sinceramente il perché The Lone Ranger sia stato massacrato dalla critica d'oltre oceano e abbia clamorosamente floppato al botteghino non me lo spiego.

La pellicola della Disney, messa in piedi dal trio Verbinski-Depp-Bruckheimer, altro non è che un giocattolone pieno zeppo di azione cartoonizzata, con punte di humor tra lo slapstick e il tonto (per l'appunto) e  con qualche sprazzo di drama. Certo la pellicola non è priva di difetti, non è certamente un capolavoro, dura quasi due ore e mezza (e sono troppe) e a grandi linea trattasi di una riproposizione de il primo Pirati dei Caraibi. Inoltre Deep prende spesso il sopravvento e talvolta sembra non sapere bene che strada prendere tra brutali massacri e conigli cannibali. Ma come già detto il film è un giocattolo, un mero intrattenimento, un viaggio nel parco giochi Disney con inseguimenti tra treni, esplosioni e tutto ciò di cui è capace la macchina dei sogni hollywoodiana.

Forse i critici non hanno apprezzato il vedersi sbattere in faccia il genocidio degli indiani, forse si aspettavano altro come un eroe tutto america e lealtà invece di un avvocato pacifista, forse avevano voglia di vedere un Tonto meno logorroico e più muto come nella versione originale... non saprei. 

Quel che so è che ciò che hanno riservato a The Lone Ranger è un odio ingiusto e spropositato. Io personalmente mi sono divertito come un ragazzino e sfido chiunque a voler dire che questo non è spettacolo.

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13 novembre 2013

Scemo & più scemo - Peter Farrelly, Bobby Farrelly


"Quante possibilità ho?" - "Non molte." - "Vuoi dire non molte tipo una su cento?" - "Io direi, piuttosto, una su un milione." - "…Allora stai dicendo che una c’è! E vai!!!"

A metà degli anni '90 due fratelli irriverenti, Peter e Bobby Farrelly, si imposero con Scemo & più scemo come nuovi re della commedia americana.

scemo e più scemo
Nello stesso anno, il 1994, con una combine di tre film (Ace Ventura, The Mask e appunto Scemo & più scemo) Jim Carrey e la sua travolgente mimica entrarono, a gamba tesa, nella cultura pop andando a scombussolare la commedia ed elevando la stupidità a forma d'arte. La stella di Jim ha sbrillucicato per tutti gli anni '90 per poi andare, salvo alcune performance, sempre più in fase calante. I Farrelly continuano con i loro film politicamente scorretti ma, anche loro, sembrano aver perso un po' della verve dell'epoca.

Scemo & e più scemo oggi è ricordato con molto affetto, negli ultimi 20 anni (che verranno celebrati con un rischiosissimo sequel) grazie a scene indimenticabili ha raggiunto il giusto stato di Mitico e oggi i suoi meriti sono ben visibile a tutti - il Frat Pack sarebbe mai esistito senza Scemo & più scemo? Io dico di no.

Nel rivederlo risulta essere un pelo vintage ma, tutto sommato, ancora funziona e l'idiozia di Lloyd e Harry (perché non tocca dimenticare la prova di Jeff Daniels) ancora riesce a strappare grasse risate.

scemo e più scemo

Alzi la mano chi non ha mai emulato Carry nel party di Natale!

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12 novembre 2013

Apache - Thierry de Peretti

apache
Apache, presentato nella Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2013, è il film di debutto del regista Corso Thierry de Peretti.

La pellicola è un film di formazione, il cui passaggio dal gioco all'età adulta affrontato dai giovani protagonisti, viene segnato da un futile atto criminale. Thierry de Peretti costruisce la pellicola rifacendosi a molti film di ambientazione periferica, per assonanza mi è venuto alla mente L'Odio, solo che in questo caso la periferia raccontata dal regista non è una banlieue parigina ma bensì quella corsa, con i suoi contrasti netti tra il lusso turistico e il degrado.

Una vicenda pregna di realismo, che quasi a fatica cerca di avanzare e trova un po' di limiti nei giovani personaggi messi in campo. Questi, almeno nella parte iniziale, sembrano essere interscambiabili e per il resto della pellicola non delineano mai dei veri e propri caratteri, la cui mancanza, in concomitanza al loro agire alla cieca o senza apparente motivo, tende da un lato a spiazzare (logicamente parlando tutto ciò che fanno non ha senso) e dall'altro a inquietare per via dell'imprevedibilità assoluta.

Un film comunque interessante, con una Corsica inedita e spogliata delle sue bellezze e dei suoi topoi, con messaggi di lotta di classe e di disagio sociale e un finale che se non fa discutere quantomeno fa pensare.

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11 novembre 2013

Il cacciatore di donne - Scott Walker

cacciatore di donne
Il cacciatore di donne, diretto dal debuttante Scott Walker e con protagonisti Nicolas Cage e John Cusack, è un thriller abbastanza modesto anche se ispirato da eventi realmente accaduti.

Il film comunque sia almeno si lascia guardare, nonostante la  sua prevedibilità e la sensazione di star vedendo un episodio lungo di Law and Order sono una costante che accompagnano lo spettatore per tutti in 105 minuti di durata. Le prove dei due attori non sono delle migliori delle loro rispettive carriere, Cage è risulta anonimo e interscambiabile con qualunque altro attore mentre Cusack, che se la cava comunque meglio nelle vesti inedite(?) di cattivo, appare più che altro imbolsito.

L'elemento forse più fresco del film è l'ambientazione, un'Alaska fredda, inospitale, il cui clima aiuta a creare un senso di fatalismo - ma Insomnia di Nolan aveva già queste caratteristiche.

Un film usa e getta.

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10 novembre 2013

Cose Serial - Birdsong


Ancora Gran Bretagna e ancora una volta BBC. Birdsong più che una vera e propria serie tv è un film diviso in due parti, ambientato in Francia tra il 1910 e la Grande Guerra, e racconta la drammatica e romantica storia d'amore tra Stephen e Isabelle.

birdsong

Gli amanti del lacrima movie saranno più che soddisfatti mentre i più duri e temerari potranno godere delle ottime scene di trincea. Qualità offerta dalla BBC è come sempre ottima così come ottime sono le interpretazioni di Eddie Redmayne e Clémence Poésy. Altro che la fiscion di RaiUno!

birdsong

Ringrazio Alessia del blog First Impressions per averla segnalata.

09 novembre 2013

Benvenuto Presidente! - Riccardo Milani

benvenuto presidenteBenvenuto Presidente! fa parte della recente (ma ormai classica) commedia italiana, quella commedia che sfotte ma non morde.

Pur parlando di problemi molto seri come la politica, mettendo alla berlina molti dei suoi meccanismi, Benvenuto Presidente! non arriva mai a tirare un affondo letale preferendo una più facile uscita buonista che accontenta tutti.

Milani è un regista da primetime televisivo, difatti la sua firma è posta su molte fiction di Raiuno, e tutto ciò traspare a caratteri cubitali nel film. Bisio è un bravo attore comico, forse un pelo ripetitivo riproponendo sempre lo stesso personaggio, ma almeno su questo punto di vista non tradisce le aspettative. Buoni ma sempre nello standard gli attori secondari così come sono indubbiamente divertenti quel paio di trovate comiche che riesco a strappare il sorriso.

Una commedia innocua, volendo addirittura piacevole, ma che usa la politica più come scusa per parlare di altro che come vero target da colpire.

IMDb 

08 novembre 2013

Photos - Enzo Sellerio


Enzo Sellerio
Linguaglossa
1963, Linguaglossa

Quando eravamo re - Leon Gast

Quando eravamo re è a tutti gli effetti il racconto di un'avvenimento epico e oggi irripetibile.

Kinshasa, Zaire, 1974.
Due uomini, uno l'esatto opposto dell'altro sotto ogni punto di vista: politico, patriotico, religioso, sportivo, fisico, ideologico e personale. Muhammad Alì contro George Foreman, Davide contro Golia, il vecchio contro il giovane, la tecnica contro la forza bruta.

Alì non aveva alcuna chance di battere Foreman, la fisicità di quest'ultimo era troppo preponderante e troppo massiccia. Una vera montagna di muscoli da abbattere. Le impressionanti sessioni di colpi al sacco, pesanti, violente, letali, portaronosempre di più i presenti a questa convinzione i quali, a loro volta, non comprendevano gli allenamenti dello sfidante che si faceva travolgere dai pugni degli sparring partner. Qualcuno arrivò addirittura a pregare Foreman di non uccidere Alì.

L'incontro alla fine giunse alle 4 di notte del 30 ottobre. Lo stadio di Kinshasa gridava "Alì, bomaye" ("Alì uccidilo") nonostante questi stette per quasi tutto l'incontro schiacciato sulle corde a prendere cazzotti. Alì sotto quei macigni continuava a provocare Foreman e a ogni provocazione i colpi erano sempre più nervosi e carichi di energia. Un'energia dirompente e brutale che all'ottavo round finì e Foreman andò giù.

L'incontro, valido per il titolo, trascende il mero aspetto sportivo e diventa rappresentazione del tutto, del riscatto dei neri che innalzano lo sfidante Alì come simbolo di una rivalsa contro l'uomo bianco, anche se questo è rappresentato da Foreman, anch'egli nero. Un simbolo, quello di Alì, di tenacia, pazienza e riscatto, ottenuto non per grazia divina ma con mero sacrificio e spirito di adattamento, arrivando cambiare in toto il suo modo di boxare ovvero a rinnovarsi per sopravvivere.

Un incontro leggendario!

IMDb

Come approfondimento consiglio la lettura del bellissimo libro La Sfida di Norman Mailer, una cronistoria dettagliata di tutti quei mesi passati in Zaire.
«Quando mancano solo pochi secondi, Foreman tira il pugno piú forte di tutto il match, un gancio sinistro potente come un treno, che solca la notte con il suo passaggio. È stato appena un po' troppo lento. Ali lo lascia passare nel modo languido e senza fretta di Archie Moore che osserva un gancio mancare il suo mento di un centimetro. Mancando l'impatto, Foreman perde l'equilibrio al punto che Ali potrebbe gettarlo attraverso le corde. - Niente, - dice attraverso il paradenti. - Non hai mira».