30 aprile 2014

Wolf - Jim Taihuttu

Wolf
Sin dalla scena di apertura Wolf si presenta come un film che deve pesanti tributi agli anni '90 e soprattutto a L'Odio di Mathieu Kassovitz.

La pellicola diretta da Jim Taihuttu purtroppo non eccelle per originalità e spesso ci si ritrova ad anticipare le scene che si avvicendano sullo schermo. Anche la scelta del bianco e nero, che prendo come un omaggio a Toro scatenato e al già citato film francese, ha un non so che di forzato. Detto ciò, questo piccolo film europeo, olandese per la precisione, e multi-lingue (si parla olandese, arabo, inglese, francese e turco) è, nonostante la sua scarsa freschezza, quello che definirei un bel film.

Il bianco e nero seppur forzato risulta funzionale e si destreggia bene nei suoi giochi di ombre. La messa in scena ad opera di Taihuttu è solida, priva di fronzoli, patetismi e (cosa importantissima) razionale la storia narrata. Ottima è stata anche la scelta degli attori ed in particolare quella del protagonista Marwan Kenzari, il quale oltre a sapersi destreggiare discretamente nelle scene di kickboxing regge bene la baracca coadiuvato dall'altrettanto bravo Chemseddine Amar.

Wolf è un film che quindi racconta una storia forse già vista e/o sentita, tra periferie, immigrati di seconda generazione, piccola criminalità e voglia di rivalsa ma è anche un ben film.
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28 aprile 2014

Trailer Godzilla

Con questo e corposo trailer Warner Bros. Pictures e Legendary Pictures ci presentano il reboot del più famoso dei mostroni giapponesi (per i nerd kaijū), Godzilla

Quel che posso affermare, almeno di primo acchito, vedendo i due minuti e venti di filmato promozionale è che si denota un notevole cambio di tono, con un aumento di cupezza e una maggiore considerazione dei personaggi umani, rispetto all'omonimo film, decisamente più fumettoso, firmato da Emmerich nel 1998. La regia di Gareth Edwards, chiamato a capitanare questa nuova versione, mi fa ben sperare avendo apprezzato il suo precedente e povero (ovviamente messo a confronto con gli standard hollywoodiani) Monsters sul quale, seppur mi lamentavo delle troppe chiacchiere e della poca azione, ne apprezzavo personaggi e ambientazione... perciò, se con pochi spiccioli Edwards è riuscito a creare un buon monster movie con personaggi ben costruiti (e non è una cosa da sottovalutare in una pellicola le cui premesse sono un mondo distrutto e lucertoloni giganti), cosa avrà mai potuto creare con 160 milioni di dollari a disposizione? 

Inoltre non è da sottovalutare il corposo e variegato cast, nel quale troviamo il sempre grande Bryan Cranston (che non necessita presentazioni), Aaron Taylor-Johnson (quello di Kick-Ass), Elizabeth Olsen (apparsa nell'Oldboy di Lee), Juliette Binoche (vabbè), Ken Watanabe (Inception) e David Strathairn (molto apprezzato in Good night, and good luck). La sceneggiatura è di Max Borenstein su un soggetto di David Callaham, la fotografia di Seamus McGarvey (lo stesso del bellissimo Espiazione), mentre le musiche sono ad opera del bravo Alexandre Desplat

 Voi che dite? Avete la scimmia come il sottoscritto?

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Lei - Spike Jonze

Lei, in originale Her, è un film molto carino.
Carina è l'idea di fondo, carino è il mondo prossimo futuro vintage in cui è ambientato e carina è la fotografia instagrammata ad opera di Hoyte Van Hoytema.

Senza nulla togliere a Spike Jonze, che carinamente indaga sull'ossessione e la globale tendenza di relazionarsi con il prossimo attraverso mezzi terzi, è necessario dire che quell'idea, tanto carina, simpatica e persino assurda, altro non è che una versione riveduta, corretta e smussata in maniera meno inquietante dell'episodio "Be right back" della serie Black Mirror.

Comunque sia Her un film carino. Si fa ben vedere, a tratti appasiona ed è interessante nel suo sottotesto di "voglia d'amore" - come mi è stato giustamente suggerito - e nel quale visivamente si denota quanto fatto in precedenza da Jonze con pellicole forse più intriganti come Essere John  Malkovich e Il ladro di orchidee.

Corposo il cast che vede in versione hipsterizzata Joaquin Phoenix, Chris Pratt, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde e alle sole voci Scarlett Johansson, Bill Hader e Brian Cox.
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15 aprile 2014

La mafia uccide solo d'estate - Pierfrancesco Diliberto

la mafia uccide solo d'estate
Sono fortemente convinto che Pierfrancesco Diliberto, conosciuto ai più come Pif, sia uno dei personaggi televisivi più interessanti della tv italiana.

Sebbene il format de Il Testimone, ovvero quell'autoriprendersi e indagare l'Italia e il mondo non sia proprio invenzione di Pif (ricordo un'altra serie d'oltralpe dove il protagonista viaggiava per il mondo, incontrava gente e si faceva ospitare), la forza e la genuinità di sguardo sugli argomenti sono il punto di forza nonché la bellezza del prodotto targato Mtv.

Citare Il Testimone è indispensabile per parlare del debutto cinematografico di Diliberto poiché di primo impatto si riscontra il mix di quanto fatto in tv dal neo-regista con un aspetto più narrativo e quindi filmico (e qui probabilmente c'è la mano, in fase di sceneggiatura, di un esperto della giovane commedia romantica come Martani) che si preannuncia come una ventata di freschezza, assolutamente da non trascurare, per il piatto cinema del bel paese. Questo connubio rappresenta, a mio avviso, un esperimento molto interessante perché oltre ad essere cinematograficamente innovativo permette a Pif di parlare e di mostrare, con il suo tipico piglio fanciullesco, un pezzo recente di storia italiana. Giocando molto sulla prima persona e sulla storia d'amore tra Arturo e Flora, Pif ripercorre, a partire dalla strage di Viale Lazio fino a quella di Via Amelio, la storia dell'ascesa di Totò Riina e dell'impatto che la guerra interna a Cosa nostra ha avuto sulla Sicilia e sull'Italia. Una narrazione che parte dagli occhi disincantati di un bambino estraneo ai meccanismi criminali fino ad arrivare alla vera e propria sveglia, e quindi alla presa di coscienza, avvenuta dopo gli assassinii di Falcone e Borsellino, che nella pellicola vengono visti - anche in senso metaforico - sguardo più adulto e maturo.

La mafia uccide solo d'estate è un viaggio emozionante, sincero, spontaneo e persino (amaramente) divertente nella storia italiana. Un esordio che si deve applaudire e portare come esempio, sia per quel racconta che da un punto di vista prettamente cinematografico.
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10 aprile 2014

Top 20 - Anni '60

Come si sarà intuito siamo giunti agli anni '60. Le regole sono sempre le stesse, le scelte sempre ultra complicate e l'invito a dire la vostra è rinnovato.
 
1960

Fino all'ultimo respiro (Jean-Luc Godard)

Psyco (Alfred Hitchcock)

1961

Divorzio all'italiana (Pietro Germi)

Lo spaccone (Robert Rossen)

1962

Che fine ha fatto Baby Jane? (Robert Aldrich)

Il sorpasso (Dino Risi)

1963

(Federico Fellini)

La grande fuga (John Sturges)

1964

Per un pugno di dollari (Sergio Leone)

Il Dottor Stranamore (Stanley Kubrick)

1965

Il bandito delle 11 (Jean-Luc Godard)

Io la conoscevo bene (Antonio Pietrangeli)

1966

Il buono, il brutto, il cattivo (Sergio Leone)

1967

Quella sporca dozzina (Robert Aldrich)

Nick mano fredda (Stuart Rosenberg)

1968


Bullitt (Peter Yates)

Rosemary's Baby (Roman Polanski)

1969

Il mucchio selvaggio (Sam Peckinpah)

Un uomo da marciapiede (John Schlesinger)

Se vi siete persi i precedenti ecco i link: anni '30, anni '40 e anni '50.

01 aprile 2014

Pagellino - Gennaio/Febbraio/Marzo 2014

Nella mia semi-latitanza ogni tanto mi ricordo che ho esagerato un tantinello con le rubriche e siccome a questa in particolare un po' ci tengo, un po' mi diverte e soprattutto è quella che meglio incarna il senso filosofico dell'essere spiccio ho optato per questa versione trimestrale. A parte questo, il resto è uguale a prima.