30 aprile 2014

Wolf - Jim Taihuttu

Wolf
Sin dalla scena di apertura Wolf si presenta come un film che deve pesanti tributi agli anni '90 e soprattutto a L'Odio di Mathieu Kassovitz.

La pellicola diretta da Jim Taihuttu purtroppo non eccelle per originalità e spesso ci si ritrova ad anticipare le scene che si avvicendano sullo schermo. Anche la scelta del bianco e nero, che prendo come un omaggio a Toro scatenato e al già citato film francese, ha un non so che di forzato. Detto ciò, questo piccolo film europeo, olandese per la precisione, e multi-lingue (si parla olandese, arabo, inglese, francese e turco) è, nonostante la sua scarsa freschezza, quello che definirei un bel film.

Il bianco e nero seppur forzato risulta funzionale e si destreggia bene nei suoi giochi di ombre. La messa in scena ad opera di Taihuttu è solida, priva di fronzoli, patetismi e (cosa importantissima) razionale la storia narrata. Ottima è stata anche la scelta degli attori ed in particolare quella del protagonista Marwan Kenzari, il quale oltre a sapersi destreggiare discretamente nelle scene di kickboxing regge bene la baracca coadiuvato dall'altrettanto bravo Chemseddine Amar.

Wolf è un film che quindi racconta una storia forse già vista e/o sentita, tra periferie, immigrati di seconda generazione, piccola criminalità e voglia di rivalsa ma è anche un ben film.
IMDb

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