12 maggio 2015

Anime nere


Anime Nere (terza prova registica di Francesco Munzi) la potrei definire solamente come una visione folgorante.
Una pellicola che si muove in modo spettrale e mostra in maniera lucida, priva di ghirigori e spettacolarità l'animo, per l'appunto nero, di tre fratelli. Tre persone dalle visioni diverse e impossibilitati, a causa della loro stessa natura, a uscire fuori dagli argini imposti dalle arcaiche origini e dal debito assolto da chi li ha preceduti. Un destino il loro, segnato e impossibile da fermare.

Non è un film sulla 'ndrangheta quello che Munzi mostra, ma è un film sui rapporti all'interno di una famiglia di 'ndrangheta - e potrebbe sembrare la stessa cosa, ma in realtà non lo è.

Gli altri
La critica ha accolto molto bene la pellicola di Munzi e principalmente ha messo in risalto la rappresentazione chiusa e retrograda della società mostrata: "[...] well-acted portrait of an ingrown feudal society of violence, retaliation and deadly machismo"1 o "tragedia elisabettiana ambientata nella parte più cupa della Calabria"2 . Ma non si è risparmiata in elogi: "Eccezionale, potente, etico racconto"3  o ancora "Munzi si tiene lontano dagli stereotipi e folklore, usa opportunamente il dialetto, toglie ogni eccesso"4.
Il popolo del web, nonostante ne abbia parlato poco, in quel poco che ha riferito si è allineato ai signori della carta stampata... commenti e dubbi tecnici a parte



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1 - Stephen Holden, 'New York Times', 10 aprile 2015
2 - Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 30 agosto 2014
3 - Maurizio Porro, 'Il Corriere della sera', 18 settembre 2014
4 - Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 18 settembre 2014

2 commenti: